Un 26enne di Acerra colpito l’altra notte da diversi fendenti, di cui uno al polmone.
ACERRA – Accoltellato in piazza dopo la lite. E’ quanto avvenuto la scorsa notte in pieno centro ad Acerra, quando a seguito di una circostanza ancora in fase di accertamento è stato ferito Rosario Esposito Soriano, 26enne del posto. L’aggressione è avvenuta intorno all’1 a piazza San Pietro, per motivi ancora sconosciuti. Le indagini sono affidate agli agenti del locale commissariato di polizia. Il giovane è stato trasportato al Cardarelli in prognosi riservata. Le sue condizioni sono critiche a causa dei fendenti subiti ed in particolare per un colpo al polmone, ma non è in pericolo di vita. Al vaglio degli investigatori le immagini della videosorveglianza della zona, che potrebbero fornire elementi utili alla risoluzione del caso per individuare i responsabili. Il movente al momento resta sconosciuto, ma non si esclude che l’accoltellamento sia giunto al culmine di una lite maturata negli ambienti criminali di Acerra. Per tutta la notte e per l’intera giornata di sabato poliziotti hanno effettuato una serie di perquisizioni a carico di diversi soggetti ‘attenzionati’.
Il 26enne a luglio era stato coinvolto nel blitz contro la mala locale poichè ritenuto di far parte del gruppo che gestisce la piazza di spaccio a ‘piazzale dei Martiri’: un’ordinanza di custodia in carcere annullata, però, dal Riesame per insussistenza delle esigenze cautelari, oltre che per le carenze indiziarie dell’esiguità temporale dell’ipotesi associativa contestata, pochi mesi nel 2016. In quel provvedimento, però, la Dda lo accusa anche di una serie di singole cessioni di stupefacente, oltre che di possesso e ricettazione di una pistola Beretta calibro 7,65 trovata cinque anni fa nella disponibilità della fidanzata dell’epoca, la quale fu pure arrestata.
Lo scorso febbraio, invece, il giovane rimediò 1 anno e 4 mesi in abbreviato nell’ambito di un’altra vicenda di droga, questa volta della ‘paranza’ del rione ‘a for a porta: dei 6 imputati, però, il 26enne fu l’unico al quale non fu contestato il reato associativo. Una vicenda che ha visto la chiusura del primo grado pochi giorni fa, con la sentenza di condanna in ordinario per i soli fatti di droga di Pasquale Di Buono, alias ‘o marcianisiello e l’assoluzione per violenza sessuale.
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