Provvedimento confermato invece per l’omicidio Caruso e per gli episodi estorsivi.
ACERRA – Mala acerrana: cadono le accuse per l’ipotesi droga, resta in piedi l’impianto per l’omicidio Caruso e le estorsioni. E’ quanto emerso dai ricorsi al Riesame presentati e discussi dalle difese delle 27 persone arrestate il mese scorso a conclusione di un’inchiesta dei carabinieri per fatti datati 2015 e 2016. Ordinanza di custodia cautelare in carcere annullata per Giancarlo Avventurato, Armando Iorio, Giuseppe Avventurato, Giovanni Basile, Giuseppe Basile, Francesco Borzacchiello, Enrico Carlo Del Giacco, Vincenzo Mele, Ciro Mele, Anna Pappagallo, Emilio Piscopo, Ferdinando Sena, Rosario Esposito Soriano, Gaetano Soriano (classe 1980) e Giovanni Tarantino: lasciano il carcere e tornano in libertà. Liberi come i tre indagati che invece erano ai domiciliari e per i quali pure il provvedimento è stato annullato: si tratta di Umberto Foresta, Vincenzo Damiano e Anna Tarantino. Accolte in pieno le istanze del collegio difensivo, composto dagli avvocati Domenico Buonincontro, Fioravante De Rosa, Giuseppe Di Paola, Pino Forni, Elisabetta Montano, Rosa Montesarchio, Domenico Paolella.
Confermate, invece, le accuse per l’omicidio di Adalberto Caruso, avvenuto ad Acerra a settembre del 2015: per gli inquirenti il ras Vincenzo Di Buono ‘o marcianisiell sarebbe il mandante mentre Sabatino Cannavacciuolo avrebbe guidato lo scooter sul quale viaggiava il killer, Gaetano Castaldo, reo confesso ed oggi collaboratore di giustizia e per questo delitto già condannato in via definitiva. Una posizione delicata per la coppia, accusata – ma solo per sentito dire – da altri due pentiti, Impero De Falco e Alfonso Piscitelli. Confermato l’impianto accusatorio della Dda anche per le vicende estorsive a carico del ras Cuono Lombardi, di Vincenzo Di Buono, Antonio Martino, Gaetano Soriano (classe 1977) e Massimo Nuzzo. Sia per l’omicidio che per il pizzo la difesa (avvocati Giovanni Bianco, Sabato Graziano e Rosa Montesarchio) ha già annunciato ricorso per Cassazione.
Ordinanza ai domiciliari confermata per Vincenzo Borrelli, che avrebbe accompagnato in motorino un complice che gambizzò Umberto Foresta nell’ambito della faida tra piazze di spaccio. Ha rinunciato al Riesame, invece, Pasquale Di Buono, difeso dall’avvocato Antonio Iorio
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