Ambiente e Salute

Ricostruzione del tendine della spalla, Villa dei Fiori all’avanguardia

Il dottore Silvestro è il primo in Campania ad eseguire in artroscopia un impianto di tessuto bioinduttivo con tecnica mininvasiva.

ACERRA – Ricostruire il tessuto della spalla con il minor disagio possibile per il paziente. E’ quanto è riuscito ad ottenere il dottore Alessandro Silvestro nel corso di un intervento eseguito nella clinica Villa dei Fiori di Acerra nel reparto guidato dal dottore Giuseppe Coppola. L’ortopedico napoletano, infatti, ha eseguito per la prima volta in Campania in artroscopia un impianto di tessuto bioinduttivo alla spalla con tecnica mininvasiva. Si tratta di un’operazione perfettamente riuscita grazie alla capacità ed alla professionalità dell’equipe del centro di eccellenza sanitario acerrano guidata dal dottore Silvestro che si è avvalsa del Regeneten, un sistema che sfrutta la stessa biologia del corpo e che in pratica gli permette di guarire ‘da solo’.

Si tratta di un impianto di collagene altamente poroso, con fibre precisamente orientate. Così facendo si stimola la risposta di guarigione naturale del corpo per supportare la crescita di nuovi tendini e di interrompere la progressione della lesione. Il tutto clinicamente testato per indurre in modo affidabile un nuovo tessuto simile al tendine e promuove la guarigione del tendine stesso. Il Regeneten si riassorbe gradualmente entro sei mesi lasciando uno strato di nuovo tessuto tendineo che aumenta biologicamente il tendine esistente. Tale intervento è indicato per tendinopatie gravi, lesioni parziali di basso grado dopo il fallimento del trattamento conservativo, lesioni parziali di alto grado (al posto della riparazione standard) e lesioni a tutto spessore, congiuntamente alla riparazione standard.

Tra i pazienti che possono beneficiare di questo impianto ci sono quelli con qualità del tessuto non ottimale o sottile, chi è a rischio di progressione della lesione con possibilità di guarigione compromessa (diabetici e fumatori per esempio), chi probabilmente non rispetterà o non sarà in grado di rispettare i protocolli di riabilitazione in vigore, quelli con uno stile di vita impegnativo ed assai attivo che non possono permettersi di stare molto a riposo dal lavoro, gli atleti, i pazienti sottoposto alla riparazione della cuffia e quelli in cui è possibile ripristinare solo un footprint limitato.

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