Cronaca e Attualità

Crollo del gioco in agenzia, i primi tre mesi del 2021 ancora peggio del 2020: i dati

Ingenti e molteplici sono state le perdite del mondo del gioco d’azzardo a cavallo dell’ultimo anno e mezzo, tra lockdown e restrizioni e misure di contenimento che difatti hanno azzerato le entrate del gioco pubblico su territorio. Un bel danno per la vera forza motrice del settore intrattenimento. Rimpiazzata però dal boom del gioco online, tra casinò, poker ed eSports. I casinò online in particolare hanno vissuto un autentico boom, per necessità e grazie ad una serie di buone iniziative, su tutte i bonus senza deposito, che hanno rappresentato un incentivo non indifferente per giocatori quasi del tutto “nuovi” e in alcuni casi mai avvezzi al canale online.

Ora con le prime zone bianche istituite in Italia, destinata a sua volta a “liberarsi” entro la fine di giugno, si pondera una ripartenza. Eppure i numeri del primo trimestre 2021 non sono nefasti, ma letteralmente drammatici. A riportare i dati ci ha pensato il bollettino delle Entrate Tributarie del Dipartimento delle Finanze, che ha preso in esame il trimestre gennaio-marzo. Sul fronte delle entrate si registrano 2,64 miliardi di euro, con una riduzione di 631 milioni di euro rispetto al 2020 (19,3%). Ma si tratta solo di entrate tributarie. Numeri quantomai chiarificatori della complessità della situazione. Il mondo del gioco resta in attesa di riaprire ormai da 15 mesi, se si esclude la brevissima riapertura dell’estate 2020. Rispetto allo scorso anno le perdite toccano i 4 miliardi di euro. Se si considerano le entrate erariali da PREU, il gettito è calato di 3,4 miliardi di euro, oltre il 51% con gli introiti da PREU che rappresentano oltre il 50% del gettito globale da giochi, il che significa che le perdite 2020 sfiorano il 40% del gettito globale.

Per il 2021 la previsione è tutt’altro che rosea: sono già cinque i mesi di chiusura del settore fisico, per cui i numeri relativi alle perdite sono destinati a crescere. Gli introiti da PREU già sono calati di 1,5 miliardi rispetto allo scorso anno. Inoltre il PREU stesso supera al momento i ricavi lordi della filiera. Si può pensare che ai concessionari, ai gestori e agli esercenti operanti nel mercato degli apparecchi mancheranno, per il prossimo biennio almeno, ricavi che superano i 5 miliardi di euro. Un bel buco nell’acqua che rischia di far precipitare definitivamente il mondo del gioco in agenzia. Quel che è certo è che si spera nelle riaperture e nell’allentamento delle restrizioni per rilanciare anche il mondo del gioco. Tutto un rebus, il futuro del gambling, per questo momento.

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