La società era impegnata nei lavori di rifacimento della rete fognaria per conto del Comune di Acerra.
ACERRA – “Dite al masto che adda ‘je dagli amici di Acerra”. Ma l’imprenditore non ci sta e lo denuncia, 53enne arrestato. E’ quanto risulta dopo un’operazione messa a segno di recente ad Acerra dagli agenti del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Stefano Iuorio, che hanno bloccato Carmine Passero, del posto. I fatti risalgono allo scorso settembre, quando secondo l’accusa l’uomo si sarebbe presentato più volte presso il cantiere della zona di via Fondola ad Acerra dove una ditta di Afragola sta eseguendo i lavori di rifacimento della rete fognaria per conto del Comune di Acerra, per un appalto da un milione e settecentomila euro.
Stando al contenuto dell’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda il 53enne si sarebbe recato una prima volta il 1 settembre sul cantiere in sella ad una bicicletta ‘vintage’ consigliando gli operai di “dire al masto di andare dai compagni di Acerra”. Una richiesta ritenuta inizialmente una ‘bravata’ e di conseguenza non denunciata. E’ dal secondo episodio, però, che sono cominciate le preoccupazioni: tre giorni dopo la nuova ‘visita’, infatti, il ciclista con occhiali scuri, mascherina antiCovid e berretto, avrebbe ribadito ai presenti “non avete capito che dovete far venire ‘o mast dai compagni di Acerra”. Il terzo episodio è datato 16 settembre, quando un tecnico sarebbe stato raggiunto alle spalle mentre effettuava alcune misurazioni: “Chi è il capo ? Chi comanda qua ? Non avete capito che dovete andare a parlare con i ragazzi di Acerra ?”. I referenti della società di costruzioni, però, non hanno ceduto all’intimidazione ed hanno denunciato tutto, come già avvenuto nella loro storia aziendale sia a Napoli che in Calabria, dove ad un’analoga richiesta purtroppo c’era stata la conseguenza dell’incendio ai mezzi di lavorazione in un cantiere nel reggino. In un precedente appalto su Acerra, invece, quello per l’adeguamento del Primo Circolo Didattico, non c’era stata alcuna richiesta estorsiva.
Passero, che secondo gli inquirenti e le dichiarazioni collaboratori di giustizia sarebbe legato al cartello Avventurato-Carofaro, è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini della polizia, coordinate dalla Dda partenopea, si sono fondate principalmente sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate dal Comune di Acerra grazie al contributo dell’A2A che lo hanno ripreso in bicicletta sia nei pressi del cantiere che nel tragitto.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, però, l’indagato ha negato gli addebiti fornendo una sua versione dei fatti contestati, spiegando di essersi recato a via Fondola – oggi ribattezzata Giovanni Paolo II – solo per chiedere una piccola cifra per se stesso. La difesa ha presentato anche istanza di scarcerazione al Riesame che però è stata rigettata: l’uomo, difeso dall’avvocato Roberto Saporito e per cui vale la presunzione d’innocenza fino a condanna passata in giudicato, è attualmente detenuto a Secondigliano. A parlare di un suo presunto coinvolgimento negli affari illeciti della mala acerrana sono stati gli ultimi collaboratori di giustizia, nello specifico Enzo Topo e Alfonso Piscitelli.
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