Un solo imputato condannato per l’incendio alla porta dell’abitazione della donna.
ACERRA – Imputati di tentata estorsione, in quattro assolti. E’ quanto ha stabilito la VI Sezione Penale del tribunale di Roma nei confronti di altrettante persone accusate di essere mandanti ed esecutori materiali di alcuni raid intimidatori commessi contro un’avvocatessa di Acerra. A conclusione di un lungo ed articolato dibattimento Ferdinando Sena e Pasquale, Nicola e Vincenzo Puopolo sono stati assolti con formula piena: accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche prodotte dal loro legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Bianco (Sena codifeso dal penalista Giuseppe Forni) che con la sua linea difensiva ha smontato l’impianto accusatorio della Procura di Nola. Sena, tuttavia, rimedia 1 anno e 4 mesi per danneggiamento a seguito di incendio.
Questo procedimento trae origine da un’ordinanza emessa dal gip di Nola e marzo dell’anno scorso. Le indagini, coordinate dalla Procura bruniana e portate avanti dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli – Sezione Antirapina – e dai colleghi del commissariato di Acerra, all’epoca diretti dal primo dirigente Antonio Galante, puntavano a far luce su alcune intimidazioni che sarebbero avvenute contro un’avvocatessa di Acerra, Antonella Celardo, tra l’altro viceprocuratore onorario, che denunciò l’incendio della porta del suo studio datato 27 settembre 2018. Un episodio che secondo gli inquirenti sarebbe avvenuto a seguito della richiesta di pagamento della parcella professionale ad alcuni suoi clienti, i Puopolo, peraltro suoi parenti, essendo Pasquale Puopolo lo zio del marito. Il mese dopo due persone a bordo di uno scooter e con volto coperto da caschi integrali esplosero pure alcuni colpi di pistola verso l’abitazione della professionista. Quattro ‘botte’ sparate dal passeggero di un motorino – sia lui che il conducente indossavano caschi integrali – e finiti contro il muro e la finestra.
Secondo l’attività investigativa e la successiva ordinanza, i mandanti sarebbero stati individuati nei familiari della vittima, col 37enne di Acerra e un 30enne di Brusciano, invece, quali esecutori materiali. Alla base delle intimidazioni, stando alle contestazioni, la richiesta del pagamento delle parcelle per l’assistenza legale fornita dall’avvocato Celardo alla famiglia Puopolo: una chiusura conti per cause civili, al netto di acconti e altri compensi già effettuati, che la professionista aveva stimato in 30mila euro. Ipotesi di reato, tuttavia, cadute in sede di giudizio: non si esclude, a questo punto, anche una controffensiva legale da parte di chi è stato imputato per quasi due anni.
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