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Accoltellò tre persone al pronto soccorso di Villa dei Fiori, condannato
Il 43enne ritenuto responsabile in primo grado di triplice tentato omicidio.
ACERRA – Accoltellò due fratelli e un loro nipote, condannato. E’ quanto ha stabilito il gip del tribunale di Nola Martino Aurigemma nei confronti di Pasquale De Filippo, 46enne di Acerra. Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato rimedia 6 anni per triplice tentato omicidio, una pena inferiore rispetto alle richieste del pubblico ministero che si era espresso per 9 anni di reclusione. Accolte, nello specifico, le argomentazioni giuridiche prodotte dal suo legale di fiducia, l’avvocato Emiliano Iasevoli. Il giudice ha concesso le attenuanti generiche.
I fatti oggetto di questo procedimento risalgono allo scorso giugno quando l’uomo era stato arrestato per aver accoltellato i fratelli Pasquale e Carlo Crimaldi, di 51 e 60 anni ed il loro nipote Vincenzo Esposito, 43enne. Erano state alcune vecchie ruggini a riemergere dal passato, con la lite che aveva rischiato di tramutarsi in tragedia. I carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Giovanni Caccavale, lo avevano bloccato dopo che nella sala d’attesa della clinica Villa dei Fiori di Acerra aveva ferito il terzetto di parenti, tutti del posto.
Il tutto era cominciato nella tarda serata del 13 giugno, quando l’aggressore aveva notato sotto casa sua la presenza del 51enne. Quest’ultimo aveva avuto in passato una relazione con la moglie di De Filippo, una storia che si era portata dietro già altri litigi. Quella notte, purtroppo, la scena si era ripetuta: la discussione aveva assunto sempre più accesi fino ad arrivare alle mani coi contendenti che erano stati divisi con difficoltà. I Crimaldi si erano recati al pronto soccorso del presidio sanitario acerrano per farsi refertare in vista di una eventuale denuncia: intorno alle 3,30, però, era arrivato anche il 46enne in compagnia del padre. I due gruppi si erano ritrovati nuovamente uno vicino all’altro, ne nasceva un altro pesante alterco che finiva ancora in violenza. Questa volta De Filippo tirava fuori il coltello – era reduce da una battuta di pesca – e colpiva indemoniato tutti i presenti. Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dalle parti civili, rappresentate in giudizio dall’avvocato Giovanni Carlo Esposito, che si è battuto per la conferma dell’ipotesi di reato di tentato omicidio.










