Il lockdown ha prodotto, si sa, danni enormi al mondo del gioco d’azzardo, fisico ma anche online, seppur in misura minore. Ora gli occhi di tutti guardano al prossimo 15 ottobre, giorno in cui è fissata la deadline per il nuovo DPCM per il contenimento del Covid-19. Le ipotesi, ad oggi, parlano di coprifuoco per i locali pubblici. E di un ritrovato dialogo tra le Regioni ed il Governo. Ipotesi che spaventa tutti, soprattutto gli esercenti di quei locali, compresi quelli del mondo dell’intrattenimento, che rischiano di ritrovarsi con le serrande abbassate e fasce orarie ridotte, dopo circa cento giorni di lockdown e di conseguente, complicata ripartenza anche e soprattutto per conformarsi alle nuove normative previste per il contenimento del nuovo Coronavirus.
Molte di queste misure previste sono invero state confermate nel corso della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dello scorso otto ottobre, con conseguente aggiornamento delle Linee Guida per le riapertura delle attività economiche, produttive, ricreative. Intanto, il dialogo è ripreso. Tanto tra le Regioni, tanto a livello delle singole città metropolitane. Ha parlato, tra gli altri, Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, che a fine conferenza unificata ha dichiarato come urgente e necessaria sia una attività di sinergia tra Governo e Autonomie locali. Ma lui stesso si è detto pronto a nuove restrizioni per evitare il ripalesarsi della drammatica situazione vissuta a marzo scorso.
Circa gli orari di chiusura eventuali per alcuni locali, con il coprifuoco all’orizzonte, ha parlato Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie: “Ad oggi è un tema non ancora affrontato” – ha detto, pur sottolineando quanto importante sia non commettere irregolarità in questo momento. Intanto le commissioni stanno lavorando al nuovo DPCM, che per Boccia dovrà comprendere necessariamente un fitto dialogo “con tutti i territori”. Per il rischio di un nuovo lockdown, Boccia non si sbilancia ma garantisce che prioritario resta preservare il sistema sanitario.
Intanto le Regioni tengono duro e cercano di applicare, almeno finora, quello che stabilisce il Governo. Il fronte è unito sull’uso dei dispositivi di protezione, necessari per qualsiasi attività al chiuso o all’aperto. Ad oggi nessun lockdown, se non nel Lazio, dove a Latina per via di un mini-focolaio si è deciso di applicare un mini-lockdown. In Campania si va verso la medesima direzione, in un contesto dove è già stabilita la chiusura anticipata di locali in tutto l’arco della settimana. Stesso discorso di Milano, città particolarmente attenzionata a causa di continue oscillazioni di contagi. Intanto tutti pregano e sperano che si eviti il peggio: anche il gioco, ovviamente. Che collasserebbe senza mezzi termini di fronte a nuove, stringenti misure.
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