Dall’altro lato della città c’era chi manifestava in ricordo della marcia del 29 agosto del 2004.
ACERRA – Tra il ricordo del passato e la proiezione alla città del futuro il 29 agosto 2020 ha rappresentato per Acerra una data a suo modo nuovamente storica. E’ stata aperta al pubblico, infatti, la nuova area verde del Parco Comunale di via Manzoni, un polmone verde in pieno centro. Un struttura che si sviluppa su circa 20mila mq, con un percorso naturalistico ambientale attraverso essenze arboree, spazi dedicati al tempo libero, ben due aree attrezzate a parco giochi per i bambini, un’area spettacolo ed eventi e aree sportive. Un luogo dove passeggiare all’aria aperta, sedersi per leggere e contemplare la vegetazione, le attività di gioco di altre persone e instaurare contatti sociali attraverso la discussione e il gioco. Particolare importanza è stata data al posizionamento delle attrezzature di gioco in relazione allo spazio e per garantire anche soluzione per il superamento delle barriere architettoniche dei bambini diversamente abili, promuovendo l’integrazione e la socializzazione. Realizzata anche un’area fitness, un percorso sportivo calisthenics, per chi voglia trascorrere più tempo all’aperto cogliendo così l’occasione per prendersi cura del proprio benessere psico-fisico. Alla cerimonia, causa misure antiCovid hanno partecipato pochissime autorità civili e religiose:
“Avremmo voluto condividere con i cittadini questo momento – spiega il sindaco – ma il senso di responsabilità per il periodo che tutto il Paese sta vivendo ci ha imposto di evitare assembramenti di persone e di essere quanto più attenti a mantenere le distanze sociali”. Il parco sarà fruibile tutti in tutti i giorni fino alle 23,30.
Mentre Lettieri inaugurava il parco urbano, però, in località Pantano un trentina di persone (tra ambientalisti, militanti del gruppo Terra e di Rifondazione Comunista) manifestava per ricordare la marcia dei 30mila del 29 agosto del 2004, quando la città si mobilitò contro la realizzazione del termovalorizzatore. “Una manifestazione per un diverso modello di sviluppo rispettoso della salute e dell’ambiente – sottolinea Tommaso Esposito, allora a capo del comitato – quella giornata rappresentava ieri e continua a rappresentare oggi una tra le più rilevanti manifestazioni di contrasto al modello di sviluppo dominante, una moderna critica al capitalismo del nostro tempo”.
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