Cronaca e Attualità

“Devo ritirare la pensione per mia mamma che ha il virus”: tutto falso, denunciata

L’episodio questa mattina alle Poste ad Acerra.

ACERRA – “Devo ritirare la pensione per mia madre che è allettata dal Coronavirus”, denunciata per procurato allarme. E’ la inquietante vicenda accaduta questa mattina alle Poste di corso della Resistenza ad Acerra. Una donna del posto, P.V., di 57 anni, si è presentata presso l’ufficio dove già si era formata un coda con qualche decina di utenti, tutti disposti in maniera ordinata grazie al sistema ‘contapersone’ ideato dal Comune di Acerra. Una volta che è intervenuto il suo turno all’impiegata ha spiegato di essere lì “per ritirare la pensione della mamma che purtroppo non si può muovere da casa perché affetta da Covid 19”. Sul posto c’erano sia la Protezione Civile che i vigili urbani.

Subito sono scattate – in maniera discreta e professionale – sia le procedure di messa in sicurezza che di verifica del caso. Dagli accertamenti, però. è emerso che la signora citata – di 78 anni – non è tra le persone contagiate né tra quelle sottoposte al tampone. Sul posto sono intervenuti repentinamente anche i carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Giovanni Caccavale, che denunciato la figlia 57enne all’autorità giudiziaria per procurato allarme.

Intanto ieri sera ad Acerra sono pervenuti dall’Asl i risultati di 9 tamponi – questa volta veri – precedentemente effettuati: sono risultati tutti negativi. In città si registrano dunque 9 casi più quello del capitano dell’Acerrana che si trova in isolamento a Madonna dell’Arco. Eccetto una 80enne di corso della Resistenza (dove ci sono altri due casi a lei collegati) ricoverata in ospedale, il resto sono tutti in quarantena. Tra loro una coppia di giovani del rione Sant’Anna, l’infermiere rientrato da Brescia, un altro caso tornato dal Nord, uno tornato dall’estero e lo zio del calciatore. Un familiare dello stesso sportivo, il capitano granata Raffaele Rivetti, l’altro giorno ha subito un gravissimo attacco discriminatorio: un commerciante del centro, infatti, gli ha proibito l’ingresso nel suo negozio comunicandogli l’intenzione da servirlo all’esterno. L’uomo ha rifiutato e è andato via, pubblicando la sua vicenda su social

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