Alcuni residenti del quartiere hanno protestato in strada, mentre la 29enne rilancia: fate le persone serie e spiega la sua sua storia.
ACERRA – “Vogliamo la sanificazione del quartiere e tempi più certi per i tamponi”. Sono le richieste che hanno effettuato alcuni residenti del rione Sant’Anna a seguito della notizia di una ragazza del quartiere positiva al Covid 19 dopo essere rientrata dal Nord. Una protesta giunta in una giornata piena di tensioni – sia in strada che sui social – dove si è scatenata un’autentica ‘caccia alle streghe’ soprattutto nei confronti della 29enne contagiata. Intorno alle 18 una cinquantina di persone si è riversata in strada per una ‘minirivolta’ (con tanto di bidoni rovesciati) che desta notevoli perplessità perché in tempi di emergenza sanitaria assembramenti del genere devono assolutamente essere evitati. Sul posto sono intervenuti gli agenti del locale commissariato che hanno riportato la situazione alla normalità in poco tempo.
Intanto Giusy Sara, la ragazza risultata positiva al Coronavirus, è uscita allo scoperto per difendersi dalle accuse rivolte a lei ed alla sua famiglia. “Fin dal mio arrivo ad Acerra lo scorso 9 marzo mi sono autodenunciata e messa in isolamento e ho sempre seguito le indicazioni del mio medico curante – ha sottolineato nella sua diretta la giovane – a casa mia insieme alla mia famiglia. Preciso che non sono mai uscita di casa”. Qualche lieve malessere “mal di pancia e dolore alle gambe” avvertito 4/5 giorni dopo dal suo rientro che però lei stessa ha ricondotto al cambio di clima tra il freddo Nord ed Acerra. “Dopo qualche giorno dal mio arrivo ho chiesto subito di fare il tampone, ma me l’hanno fotto solo successivamente, a seguito delle condizioni di salute di mio padre che è stato male con febbre e tosse: il tampone ce l’hanno fatto soltanto mercoledì scorso (il 25 marzo) ed i risultati li abbiamo avuto oggi. Io sono positiva e mio padre è negativo. Ho rispettato tutte le procedure, trovo questo modo di fare vergognoso, io ho tutelato la salute di tutti i cittadini. Chiedo di finirla di farmi passare per quella che non sono. Mettetevi nei miei panni, una ragazza positiva con un alato in casa, non avrei mai messo a rischio la vita di mio padre. Smettiamola, dovete fare le persone serie. Io lo sono stata”.
Una ‘caccia alle streghe’ pericolosa, dunque, che rischia di far aumentare la tensione dove i casi di una città di 60mila abitanti potrebbero inevitabilmente aumentare in concomitanza del picco in Campania. I familiari di Giusy sono anche stati ripresi ed il video ha pure fatto il giro dei social. Troppo odio, purtroppo, tra le persone sui social e sulle chat non porta a nulla di buono, in un periodo in cui dovrebbe esserci soltanto senso di unità e di responsabilità.
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