Cronaca e Attualità

“Non sei una buona musulmana”, sfascia auto e casa della sorella “troppo occidentale”

Un 23enne algerino arrestato dai carabinieri ad Acerra. Non sopportava che la donna fumasse e che non indossasse il burqa.

ACERRA – “Non sei una buona musulmana”: distrugge auto e casa della sorella, 23enne arrestato. E’ quanto avvenuto l’altro giorno in centro ad Acerra quando i carabinieri della locale stazione, diretti dal comandante Giovanni Caccavale, hanno bloccato un cittadino algerino arrivato in Italia dalla Germania da due settimane. Il giovane, in questo periodo, ha di fatto reso impossibile la vita della sorella, stabilendosi nella sua abitazione con l’intenzione di darle indicazioni sullo stile di vita da seguire. Sotto accusa, infatti, il comportamento della donna, ritenuto non idoneo a quello di “un buona musulmana”. Diverse le liti consumate tra i fratelli che hanno costretto polizia e carabinieri ad intervenire in più di una circostanza. Lunedì mattina l’ultimo episodio, con i militari che hanno sorpreso il giovane che lanciava pietre contro la finestra dell’appartamento. In precedenza la macchina della 30enne aveva subito diverse ammaccature e la stessa abitazione era stata messa a soqquadro. Per l’algerino sua sorella aveva comportamenti “troppo occidentali”, sia nell’abbigliamento – non indossava il burqa – che in quelli ritenuti dei ‘vizi’, quali il fumo. Di qui è scattato l’arresto per maltrattamenti in famiglia e danneggiamenti. Dopo le formalità di rito il ragazzo è stato trasferito in carcere a Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida. Nello specifico il 23enne è stato sorpreso dai carabinieri mentre si stava arrampicando alla ringhiera per raggiungere l’abitazione, a conclusione della decisione della sorella – esasperata sa una condotta decisamente aggressiva – di vietargli l’ingresso.

Continuano, dunque, gli interventi risolutivi dei militari di stanza in via Volturno ad Acerra che negli ultimi tempi hanno salvato diverse persone vittime delle violenze del proprio familiare. Nella zona di via Veneto, infatti, un operaio aveva sequestrato in casa la moglie incinta di 7 mesi che stava preparando le valigie per tornarsene dalla madre: i carabinieri erano riusciti ad entrare forzando la finestra e liberando la donna.

Qualche giorno dopo, invece, una 37enne aveva aperto il gas in cucina minacciando di far saltare l’appartamento in cui c’erano al momento anche i due figli piccoli. Il tutto ripreso dal suo telefonino con il video inviato in tempo reale al compagno che stava lavorando. Anche in quel caso l’intervento degli uomini guidati dal comandante Caccavale aveva portato alla ‘liberazione’ dei minori ed all’arresto della madre.

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