Holding acerrana dello spaccio, ultime richieste di condanna

Con le due posizioni stralciate si è chiusa la Requisitoria del pubblico ministero sul gruppo accusato di aver messo in piedi un’associazione finalizzata alo smercio al dettaglio di droga.

ACERRA – Con le due posizioni stralciate si è chiusa ieri mattina la Requisitoria del pubblico ministero sul gruppo di acerrani accusati di aver messo in piedi una ‘holding’ della droga. Per Antonio Di Buono, ‘o marcianisiell, figlio del ras Vincenzo, sono stati chiesti 7 anni, mentre per Massimo Nuzzo il sostituto procuratore della Dda Maria Di Mauro ha invocato 8 anni e 3 mesi di reclusione.

La coppia fa parte dei 12 imputati a processo con il rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Napaoli Chiara Bardi. Nella scorsa udienza era stato chiesto quasi un secolo di condanne per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Per Stefano De Falco erano stati richiesti 20 anni, 16 per Gennaro Granata, 8 a testa per Antonio Scolaro, Gaetano Soriano e Vincenzo Borrelli, 7 anni ciascuno, infine per Ivan Del Giudice, Giovanni Di Leo, Angelo Morgillo, Giovanni Russo e Raffaele Pantaleo. Ieri sono cominciate anche le prime discussioni della difesa, che proseguiranno anche all’inizio del mese prossimo quando verrà emessa la sentenza di primo grado. Per questa indagine, inoltre, altri 11 acerrani hanno scelto l’ordinario.

Questo procedimento nasce da un’indagine coordinata dal sostituto procuratore della Dda napoletana e portata avanti dai carabinieri della stazione di Acerra, all’epoca diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano. Agli imputati, oggi liberi per questo fatto, viene contestata l’associazione (in concorso pure con due minori) in una struttura organizzativa radicata nel territorio di Acerra con suddivisione in due sottogruppi ed interscambio di ruoli allo scopo di commettere una serie di reati di spaccio di droga. Un primo gruppo sarebbe stato dedito allo smercio di crack e cocaina; un secondo, invece, ‘specializzato’ in hashish e marijuana. Secondo l’inchiesta i fatti contestati risalgono tra febbraio e luglio del 2014. In dodici, inoltre, sono accusati anche di spaccio ‘semplice’, tra chi viene accusato finanche di sedici cessioni o chi soltanto di una sola.

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