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Armi e droga in un rudere di campagna: in due ammettono i fatti, un altro scarcerato
Il 30enne che torna in libertà: lì solo per dare da mangiare ai cani. Un 29enne ed un 50enne, invece, restano a Poggioreale.
ACERRA – Armi e droga: in due restano in carcere, uno scagionato e scarcerato. E’ quanto emerso a conclusione della convalida dell’arresto di Alessandro Dentino, panettiere di 29 anni e Gennaro e Carmine Esposito, padre e figlio di 55 e 30 anni. Davanti al gip del tribunale di Nola Sebastiano Napolitano il 29enne ed Esposito senior hanno ammesso gli addebiti, confermando entrambi la totale estraneità ai fatti contestati dell’altro ragazzo, il quale si sarebbe trovato nel casolare di campagna di località Pagliarone di proprietà del papà solo per dare da mangiare ai cani.
Padre e figlio sono difesi dall’avvocato Domenico Buonincontro, l’altro dall’avvocato Rosa Montesarchio. Nel corso dell’udienza, infatti, è venuto fuori come sia la pistola – una Bernardelli calibro 7,65 risultata rubata lo scorso marzo nel Salernitano – che la droga (quasi 360
grammi di hashish e 10 di cocaina) fossero state portate in quel rudere dal 29enne e che lì dovevano essere nascoste temporaneamente. Nel corso dell’operazione i carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal comandante Giovanni Caccavale, avevano sequestrato un bilancino di precisione mentre era finita sotto chiave pure un’altra pistola scoperta a casa di Dentino, una Astra 6,35 provento di furto del 1995 a Carinola, nell’agro aversano.










