L’operazione della polizia di Acerra. I due erano già in carcere per analogo reato.
ACERRA – Rapine a prostitute, in due arrestati. E’ quanto risulta dopo l’operazione messa a segno dagli agenti della Sezione Investigativa del commissariato di polizia di Acerra che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola Martino Aurigemma su richiesta della locale Procura. Colpiti dal provvedimento Sabatino Cannavacciuolo, di 45 anni e Ciro Zito, 52enne, entrambi di Acerra e gravemente indiziati di rapina aggravata. L’ordinanza è scaturita da una scrupolosa attività d’indagine svolta dai poliziotti del commissariato, diretti dal vicequestore Antonio Galante, che ha permesso di individuare i due uomini quali presunti autori di alcuni colpi perpetrati ai danni di prostitute nella zona Calabricito di Acerra, un’area industriale piuttosto isolata ai confini con il Comune di Maddaloni, dove le ‘lucciole’ sono solite sostare.
In particolare gli agenti, sotto il costante coordinamento della Procura nolana, hanno portato avanti un’accurata attività infoinvestigativa che ha consentito di individuare alcuni veicoli sospetti e di risalire ai sospettati dei raid e di altri episodi analoghi occorsi nei mesi precedenti e durante le festività natalizie. Fondamentale è stata la collaborazione delle vittime, che hanno denunciato e riconosciuto i presunti aggressori. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito in carcere, dove gli indagati si trovano reclusi per analogo reato. La polizia di Acerra stava già monitorando la zona e teneva sotto controllo alcuni numeri di targa segnalati: nello specifico le donne – tutte dell’Europa dell’est – venivano aggredite mentre erano appartate con i loro clienti e costrette a consegnare i soldi. In totale sono tre gli episodi contestati tra novembre 2018 e gennaio 2019. I presunti autori avrebbero utilizzato un motorino per raggiungere la località dell’agro acerrano. La coppia, già detenuta perché accusata di altre rapine, affronterà questa mattina in carcere l’interrogatorio di garanzia per rogatoria davanti al gip del tribunale di Napoli: assistiti dai rispettivi legali di fiducia potranno chiarire la propria posizione in merito alle gravi accuse.
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