E’ successo l’altra notte all’auditorium della Ferrajolo-Siani: estintori svuotati. I quattro ragazzi si sono anche filmati.
ACERRA – Vandalizzano la scuola al grido di Gomorra: il video, purtroppo, diventa virale sul web. E’ quanto avvenuto l’altra notte ad Acerra, quando alcuni ragazzi hanno fatto irruzione nell’auditorium della scuola media ‘Ferrajolo-Siani’. Il gravissimo episodio è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì nella struttura del rione Madonnella: quattro ragazzi, forse ex alunni della scuola, si sono intrufolati nell’edificio e urlando i più volgari slogan della serie tv hanno svuotato gli estintori. L’episodio è stato denunciato alla polizia, che sta indagando soprattutto per risalire a chi abbia caricato il video in rete, che sta girando pure tra le chat di whattsapp.
I balordi dovrebbero essere entrati senza troppi sforzi da una finestra ed una volta dentro, tra chi stava seduto a ‘godersi’ lo spettacolo, chi, estintore, alla mano, lo svuotava sul palco e chi riprendeva col telefono ed incitava ricordando i ‘tormentoni’ del telefilm che ha distrutto l’immagine di Napoli e della sua gente, hanno violato un luogo di recente diventato un presidio di legalità. “Sono il numero uno”… ‘cane ‘e pecora’ e ‘piezz e m….’ gli slogan presi a modello da Gomorra ed urlati a squarciagola per un episodio che ha provocato l’indignazione della comunità locale.
“Questi sono quattro cretini – ha sottolineato la preside Annamaria Criscuolo – che hanno fatto una cosa deprecabile. Noi a scuola ci battiamo tanto per portare avanti progetti di legalità, di cittadinanza attiva, per costruire un senso critico e non sono di certo queste cose che ci fermeranno. I ragazzi ne hanno parlato, ci siamo confrontati ed hanno tutti condannato quanto avvenuto: siamo tutti profondamente feriti, è come si ci avessero sfregiato un quadro. La nostra forza, tuttavia, viene dagli alunni che non si riconoscono assolutamente in quei quattro stupidi”. Quattro mostri che imitano i loro nuovi idoli esaltati dalla pay-tv, dove l’illegalità e la violenza diventano esempio e normalità.
“Le immagini riprese restituiscono in presa diretta la dimostrazione concreta che vivere nel rischio in assenza di valori e di principi normativi ed autoregolativi porti a compiere azioni prive di qualsiasi senso, nè di utilità, nè di valore – spiega la professoressa Maria Luisa Iavarone, mamma di Arturo, il 17enne aggredito a coltellate da una baby gang a Napoli – si tratta di ragazzi molto giovani e il fatto che vadano a vandalizzare proprio una scuola denota che non l’hanno riconosciuta nè come un luogo inviolabile nè come istituzione autorevole in quanto luogo dello Stato. Torniamo a parlare sempre degli stessi temi: manca una diffusa cultura della legalità nei territori, negli adulti come, nei giovani e questo prescinde dal fatto che siano o meno alunni della scuola”.
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