Cronaca e Attualità

Frode fiscale, scarcerati due commercialisti di Acerra

Il tribunale del Riesame ha accolto l’istanza del loro legale di fiducia. I fatti contestati a Parma.

ACERRA – Frode fiscale e truffa ai danni dello Stato, in cinque scarcerati. E’ quanto ha stabilito il tribunale del Riesame di Bologna nei confronti di altrettanti soggetti accusati a varo titolo di associazione a delinquere finalizzata a false fatturazioni, falso in bilancio ed evasione dell’Iva. Si tratta di due professionisti emiliani, un imprenditore napoletano e due commercialisti di Acerra: per questi ultimi tre accolta in toto l’istanza di scarcerazione presentata dal loro legale di fiducia, l’avvocato Alessandro D’Iorio. Sono liberi, senza l’aggravio di alcuna misura cautelare. Secondo la Procura di Parma sarebbe stato attestato falsamente lo stato aziendale e la malattia dei lavoratori al fine di ottenere contributi.

Sono 35 in totale gli indagati tra Napoli, Salerno e l’Emilia Romagna. Nel corso dell’operazione la guardia di finanza aveva anche sequestrato oltre tre milioni di euro tra appartamenti, immobili e quote societarie. Le indagini hanno preso origine da un’attività di verifica fiscale avviata nei confronti di due distinte società, riconducibili all’imprenditore. Il preliminare esame della documentazione contabile ed extracontabile ha portato alla luce, sin da subito, un meccanismo artificioso e fraudolento posto in essere ai danni dell’Inps: uno schema che prevedeva il sistematico ed illecito ricorso agli istituti della ‘malattia’ e dell’ammortizzatore sociale del ‘contratto di solidarietà’.

Infatti, i lavoratori dipendenti, pur risultando assenti per malattia o inseriti nel programma di riduzione dell’orario di lavoro, continuavano a lavorare nei medesimi giorni in cui sarebbero dovuti essere a riposo, percependo lo stipendio con un sistema di retribuzione ufficioso definito ‘paga globale’. In sostanza, il lavoratore veniva retribuito, a prescindere dalle previsioni del contratto nazionale di categoria del settore, con una paga oraria forfettaria: le buste paga ufficiali erano regolarmente predisposte con l’inserimento delle ore da contratto sindacale, mentre la retribuzione effettiva veniva calcolata sulla base dei fogli di lavoro, con le ore effettivamente svolte.

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