L’annuncio del neo costituito gruppo dei titolari delle cassette di sicurezza portate via dalla banca nel furto dello scorso 14 dicembre.
ACERRA – Una class action contro la banca. E’ quanto annuncia il neo costituito gruppo delle vittime del colpo alla filiale di Acerra del Credito Popolare. Lo scorso 14 dicembre, infatti, i banditi effettuarono un furto da film portandosi via le cassette di sicurezza di circa 70 risparmiatori, tutti locali. Al momento gli associati sono una ventina, tra i quali noti professionisti e commercianti del posto, ma il numero è destinato a salire. Un bottino a sei zeri che ha gettato nello sconforto decine di persone tra chi ha perso i risparmi di una vita ed oggetti dall’ingente valore economico ma dall’inestimabile valore affettivo. Preziosi che venivano ereditati da generazioni, visto che qualcuno era cliente da quasi 40 anni.
Le vittime intendono far valere i propri diritti ai fini di un risarcimento totale, mentre al momento “non piace assolutamente” il comportamento della banca. “Siamo stati avvisati del furto soltanto due settimane dopo che è avvenuto il fatto” precisano gli associati. Dopo il danno, invece, anche la beffa: proprio nei giorni scorsi a qualcuno è addirittura arrivato il contratto di rinnovo. Sotto accusa, per le vittime, la gestione del servizio ed il sistema di sicurezza dell’istituto di credito che ha consentito ai malviventi di portarsi via le cassette in maniera “piuttosto semplice” spiegano.
I ladri giunsero ad Acerra e sfondarono la vetrata dei locali al corso Italia con un braccio meccanico. Per i derubati “la parete blindata che conteneva le cassette di sicurezza sarebbe stata soltanto ‘appoggiata’ e sarebbe stata sradicata con facilità senza che fosse scattato alcun allarme gps, sostanza macchiante oppure del fumo”. E’ sull’entità del risarcimento, tuttavia, che si gioca la battaglia: le vittime sono seriamente intenzionate ad andare avanti e non escludono nulla, nemmeno l’azione legale. “Dobbiamo tutelare l’interesse di tutti” sottolineano. Di certo ciò che al momento sembra essere venuta sicuramente meno, al di là di come finirà la querelle, è la fiducia delle vittime nei confronti del ‘proprio’ istituto di credito che potrebbe anche creare un pericoloso ‘effetto domino’ in città.
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