Montarono caso di terrorismo contro un immigrato, condannati tre carabinieri

Rimediano 9 anni a testa, assolti dall’accusa di rapina. Sono stati sospesi dal servizio e sono detenuti in carcere.

ACERRA – Montarono un caso contro un immigrato coinvolgendolo nel fantomatico progetto di un attentato terroristico, tre carabinieri condannati. E’ quanto ha stabilito ieri pomeriggio il gip del tribunale di Napoli Nord Antonino Santoro nei confronti di Castrese Verde, 46enne di Quarto, Giuseppe D’Aniello, cinquantenne di Teverola ed Amedeo Luongo, 49enne di Acerra: al termine del processo celebratosi con il rito abbreviato rimediano 9 anni a testa, essendo stati ritenuti responsabili in primo grado di falso ideologico, calunnia, detenzione e porto illegale di armi clandestine. Assolti, invece, dall’accusa di rapina. Il pubblico ministero si era espresso per 11 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno. Compongono il collegio difensivo gli avvocati Pietro Ciccarelli, Michele Giametta e Raffaele Micillo.

I tre militari – ora sospesi dal servizio ed all’epoca dei fatti alle dipendenze della Compagnia di Giugliano – sono detenuti a Santa Maria Capua Vetere. Non hanno rilasciato alcuna dichiarazione spontanea: del resto avevano già detto tutto nel corso dell’interrogatorio di garanzia, quando crollarono chiedendo scusa “alla vittima, all’Arma dei carabinieri ed all’Italia intera”. Avevano ideato un piano per prendersi un encomio e riabilitare al tempo stesso la propria posizione: erano venuti a conoscenza, infatti, di una indagine sul loro conto senza saperne però i dettagli. Così, individuata la palazzina di via dei Pini a Giugliano nella quale abitavano diversi migranti, tutti di religione islamica e recuperate due pistole, avevano dato il via al diabolico progetto. Una volta effettuata l’irruzione era stato fermato Khailu Munkail Osman, bracciante ghanese. Da un borsone erano state estratte le armi e ricondotte alla disponibilità dell’africano: dalla successiva perquisizione nell’alloggio, poi, erano state piazzate una copia del Corano, una mappa del centro commerciale Auchan di Giugliano con tanto di cerchiature rosse ad indicare gli accessi alla struttura ed alcuni bigliettini in italiano, inglese ed arabo inneggianti al martirio. Tutto, però, rigorosamente falso. Così Osman erano stato arrestato ingiustamente.

Per dare maggiore credibilità al disegno criminoso, inoltre, nel ‘covo dei jihdaisti’ i carabinieri avrebbero voluto portare anche una bandiera dell’Isis, poi non reperita. Lo ‘scoop’ per procurarsi l’encomio, tuttavia, doveva essere più clamoroso: nelle palazzine di via dei Pini, infatti, era stato individuato un furgone con la scritta ‘comunità islamica’: il cambio del turno di servizio, però, aveva provocato una modifica dell’orario della presunta ‘operazione Isis’, spostata al pomeriggio. Quel pulmino, infatti, ogni mattina prelevava i migranti per portarli nei campi: non di addestramento, ma semplicemente agricoli.

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