Cronaca e Attualità

Peculato, assoluzione piena per un maresciallo dei vigili urbani

Accolta in toto la tesi difensiva dell’avvocato Domenico Paolella. L’indagine nata dopo la segnalazione di due attivisti di Acerra.

ACERRA – Peculato, vigile urbano assolto. E’ quanto ha stabilito in sede di udienza preliminare il gup del tribunale di Nola Sebastiano Napolitano nei confronti di Domenico Nuzzo, il maresciallo della Polizia Municipale balzato alla ribalta della cronaca locale – e non – per alcune accuse rivelatesi poi infondate. L’uomo rimedia l’assoluzione per non aver commesso il fatto: accolta in toto la tesi difensiva del suo legale di fiducia, l’avvocato Domenico Paolella, che ha dimostrato l’estraneità del suo assistito sia attraverso indagini difensive che con un’arringa in cui ha approfondito giuridicamente il significato del capo d’imputazione. Il comune di Acerra ieri mattina si era costituito parte civile.

Secondo la contestazione il sottoufficiale si recò l’11 dicembre del 2017 presso un’azienda di Acerra con l’auto di servizio portandosi via – senza pagare – due sacchetti di pellet, dal valore totale di circa dieci euro. Ad allertare i carabinieri di Castello di Cisterna per un intervento sul caso furono due attivisti del territorio, gli stessi che in quel periodo riferirono pure di presunti illeciti addebitabili al comandante della Municipale ma che nonostante i solleciti dell’Arma non formalizzarono poi alcuna denuncia. Dalle immagini prodotte dalla difesa – un video di oltre tre minuti – il vigile quel giorno andò effettivamente presso la ditta ma risultò altrettanto evidente come ritornò in macchina senza prendere nulla.

Il maresciallo, in realtà, tornò il giorno dopo presso l’azienda a bordo della propria vettura ritirando le ‘famigerate’ due sacche di pellet che facevano parte, però, di un ordinativo datato ottobre 2017 ad opera del figlio la cui consegna venne fatta in diverse tranche per la particolarità del prodotto. L’indagine difensiva, inoltre, ha portato a far emergere come il giorno incriminato – cioè l’11 dicembre – la visita del sottoufficiale fosse dovuta a motivi di servizio proprio nella strada dove è ubicata l’attività commerciale per alcune verifiche sull’arredo urbano, in quanto presso la stessa azienda vi era un fondo che dava sulla strada pubblica che necessitava di un immediato intervento di pulizia. Una vicenda complessa, dunque che l’attività della difesa ha chiarito incassando l’assoluzione piena, dopo che ad aprile il gip Aurigemma aveva provveduto ad archiviare l’ulteriore contestazione di concussione in ragione dell’inconsistenza delle risultanze investigative.

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