- Schianto fatale, 54enne muore alla guida del furgone
- Educazione stradale, ‘Sii saggio guida sicuro’ fa tappa ad Acerra
- Il ‘Castello nel cilindro’ e Acerra diventa magica !!!
- Sequestrati 80mila litri di gasolio di contrabbando, 4 denunce
- Giornata della dell’Unità Nazionale, l’amministrazione inaugura la ‘Parete della Costituzione’ alla scuola Caporale
- Consiglio Comunale, la maggioranza smaschera le contraddizioni dell’opposizione
- Acerrana, a fine stagione l’addio della famiglia Guastafierro
- Pomigliano, movida violenta: due feriti, una ragazza accoltellata
- Acerra: Sindaco, Caritas, Vescovo e Asl inaugurano l’ambulatorio popolare
- Polveri sottili, nell’aula consiliare presentato lo studio dell’Arpac sulle particelle
Faceva prostituire le sue figlie, mamma condannata
La donna rimedia 21 anni in Appello. I fatti e gli abusi vanno dal 2011 fino al 2015.
ACERRA – Faceva prostituire le sue figlie, condannata. E’ quanto ha stabilito la Quinta Sezione della Corte d’Appello di Napoli – presidente Maurizio Stanziola – nei confronti di una 47enne di Acerra che rimedia 21 anni di reclusione. In primo grado ne aveva presi 24, mentre al vicino di casa – poi deceduto – erano stati inflitti venti anni per violenza sessuale. La donna venne arrestata a luglio del 2016 al termine di un’operazione della Squadra Mobile di Napoli: secondo l’accusa avrebbe fatto consumare rapporti sessuali con l’uomo del piano di sotto in cambio di pochi spiccioli.
Lo scenario dietro questa vicenda giudiziaria è di un degrado e di una bruttezza senza precedenti. I fatti e gli abusi vanno dal 2011 fino al 2015, il periodo in cui si sono consumati i rapporti tra quell’anziano signore e le bambine, avute in seconde nozze dalla donna e che oggi hanno 14 e 18 anni. Prestazioni in cambio di piccole cifre, ‘regali’ che andavano dai 2 euro per una toccatina ai 50 euro per un rapporto completo e doloroso: soldi che servivano per acquistare generi alimentari, con la stessa figlia più grande che si recava di tanto in tanto a fare la spesa.
Il merito di aver fatto luce sulla squallida vicenda va dato ai Servizi Sociali del Comune di Acerra che nel 2016 cominciarono a vederci qualcosa di poco chiaro: una delle bambine, infatti, nel, frattempo affidata ad una casa famiglia iniziò a parlare sia con l’educatrice che successivamente con le assistenti sociali del Municipio. All’inizio poche parole che diventarono sempre più un racconto horror fino a svelare quanto avveniva tra le mura domestiche di quello stabile di una centralissima zona di Acerra, dove le bimbe si recavano a casa di quell’uomo, definito sia “zio, nonno, vecchio o porco”. In sede dibattimentale si rivelarono fondamentali le udienze in cui venero sentiti come testi il pediatra consulente della Procura il quale ribaltò il referto del pronto soccorso che escludeva segni di violenza sessuale su una delle ragazzine. I suoi esami particolari e scientificamente avanzati, dunque, portarono al rinvenimento di lesioni riconducibili agli abusi. Ancora più schiaccianti le parole delle bambine che avevano confermato le accuse nei confronti della mamma.










