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Commenta un post sui social, sindacalista Doria licenziato
Ha lottato per mesi contro la chiusura del sito di Acerra e trenta giorni dopo il trasferimento l’azienda gli dà il benservito.
ACERRA – Ha affrontato per mesi una battaglia per evitare la chiusura del sito di Acerra e dopo appena un mese dal trasferimento arriva la beffa: licenziato. E’ l’amara vicenda di cui è protagonista Michele Gaglione, il rappresentante (oramai ex) Flai Cgil dello stabilimento di Acerra de La Doria che dallo scorso 30 settembre ha fermato l’impianto per trasferire la produzione in Emilia con i dipendenti dirottati tra Sarno, Fisciano ed Angri.
Un suo commento social al post di un ex sindacalista ha provocato l’ira dell’azienda che dapprima gli ha inviato una lettera di licenziamento, poi non ha ritenuto valide le sue controdeduzioni e mercoledì scorso l’ha licenziato in tronco. Il commento era legato alla lettera di trasferimento pubblicata da un altro ex sindacalista che si riferiva ad un suo parente spedito ad Angri nonostante alcuni gravi problemi di salute. “Che pezzi di …..” aveva scritto, espressione ritenuta offensiva da La Doria che ha deciso di dargli il benservito. Dietro quel commento, però, si cela tutta una lotta a favore dei lavoratori che lo ha visto impegnato in prima persona esclusivamente per garantire il mantenimento dell’occupazione nella sua città.
“In tanti mi stanno scrivendo da tutta Italia – spiega – dimostrandomi la propria vicinanza”. Ieri sera ha anche incontrato il Vescovo di Acerra che pure aveva speso parole di recente per evitare la chiusura del sito produttivo nella sua Diocesi. Michele Gaglione, ora, inizierà un’altra battaglia –sl fronte legale – che lo ha già visto ricevere la solidarietà della Cgil: uno sciopero di tre ore, infatti, è stato proclamato nelle fabbriche campane per venerdì prossimo.










