Avevano diffuso il video hard dell’amichetta su whattsapp, in 5 ‘graziati’

Dal tribunale dei minori via libera alla messa alla prova richiesta dagli avvocati della difesa. Il programma noon è a termine: prima verifica a marzo.

ACERRA – Video e foto hot di una studentessa su whattsapp, cinque ragazzi  ‘graziati’: sì alla messa alla prova. E’ quanto ha stabilito il gup del tribunale dei minori accogliendo la richiesta dei legali dei giovani imputati di divulgazione di materiale pedopornografico. Anche il pubblico ministero Fabrizia Pavan aveva dato il via libera al percorso alternativo. Il provvedimento riguarda un gruppo composto da giovanissimi che all’epoca dei fatti, accertati tra aprile e maggio del 2017, avevano tutti tra i 15 e i 17 anni. Si tratta di un napoletano del rione Don Guanella, un ragazzo di Casalnuovo e tre ragazze di Acerra.

Nello specifico i cinque avrebbero inviato con gli smartphone video e foto hard di una teen ager di Acerra: materiale diffuso sia tra loro che su una chat di messaggistica avente oltre 100 partecipanti. Gli imputati seguiranno un percorso formativo alternativo fatto anche di volontariato che sarà sottoposto di volta in volta a verifiche da parte del tribunale, a partire dal prossimo marzo. E’ passata, dunque, la linea della difesa, rappresentata tra gli altri dagli avvocati Domenico Paolella e Luigi Montano. I ragazzi hanno tutti ammesso gli addebiti spiegando come “la situazione gli fosse sfuggita di mano” ritenendo che la cosa non fosse reato.

Le immagini incriminate appartenevano ad una ragazza di Acerra che si scattò alcune foto e girò un video inviato poi sul cellulare del fidanzatino. Una volta terminata la relazione, però, la nuova fidanzata del giovane avrebbe cominciato ad ingelosirsi dell’ex: di qui lui  le avrebbe trasmesso le foto – per una sorta di ‘prova d’amore’ – girandole poi pure sul gruppo whattsapp. Una ‘catena’ che i carabinieri provarono a fermare onde evitare una deriva pubblica della questione che per fortuna non finì sul web. Nel corso delle indagini i militari dell’Arma sequestrarono i telefonini. Proprio dagli smartphone era emerso il quadro della situazione: quattro video oltre ad una decina di fotografie rigorosamente hot. Era stata la stessa 14enne a denunciare l’accaduto, rimasta ‘shockata’ dopo aver visto circolare via chat le immagini che lei stessa aveva registrato.

FOTO GENERICA CHE NON CORRISPONDE AL CONTENUTO DELL’ARTICOLO

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