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Tentata estorsione a pescivendolo, tre arresti
I tre di Acerra avrebbero chiesto mille euro a un negoziante di via Duomo.
ACERRA – Frittura di pesce ‘a sbafo’, terzetto in manette. E’ quanto avvenuto ieri mattina, quando gli agenti del commissariato di polizia di Acerra hanno arrestato Donato Tufano, di 54 anni, suo figlio Michele, di 35 anni e suo fratello Giuseppe, 42enne, tutti di Acerra. Sono accusati di tentata estorsione. Gli uomini della Polstato acerrana hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola Daniela Critelli. Secondo quanto emerso da un’accurata e precisa attività d’indagine portata a termine dai poliziotti diretti dal vicequestore Antonio Galante, i tre parenti avrebbero tentato di estorcere prodotti da pescheria ad un commerciante del posto per l’importo di circa mille euro attraverso alcune minacce.
“Vuoi fare il criminale – le presunte parole proferite – vuoi fare pure tu il boss qua in mezzo…non dimenticarti che io ho già vinto una volta la guerra…la seconda la stavo vincendo…e la terza volta lo sai quello che io faccio, di notte sto sempre in giro”. Il tutto contornato dall’intimidazione di scagliargli contro una pietra presa da terra. I fatti risalgono allo scorso giugno con la polizia che è arrivata ad intercettare il tentativo di estorsione nell’ambito di un attento e discreto monitoraggio del territorio. Una pattuglia, infatti, aveva notato la discussione tra il pescivendolo ed il terzetto: una volta andati via erano intervenuti chiedendo spiegazioni al negoziante e visionando le immagini delle telecamere della videosorveglianza. Di qui la scoperta dell’intera vicenda con la vittima rassicurata dalla vicinanza dimostrata dai poliziotti acerrani.
I tre arrestati non sono legati ad alcun clan camorristico, ma sono personaggi ‘attenzionati’ in quanto già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e ‘cavalli di ritorno’: dopo le formalità di rito sono stati trasferiti presso la casa circondariale di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida che si terrà questa mattina. Le indagini sono state condotte dagli agenti del commissariato di Acerra, coadiuvati in fase esecutiva dai colleghi della Squadra Mobile di Napoli e del Reparto Prevenzione Crimine Campania. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata richiesta dalla Procura di Nola diretta dal Procuratore Capo Annamaria Lucchetta ed emessa dall’ufficio gip del tribunale bruniano. Un presidio discreto della città ed un efficiente sistema di videosorveglianza: è stata questa modalità investigativa, dunque, ad incastrare i tre soggetti con l’accusa di tentata estorsione. Un’azione che da un lato dimostra la vicinanza della polizia agli operatori commerciali del posto e dall’altra induce le stesse vittime a non avere paura di denunciare gli esattori.










