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La Doria, fumata nera al tavolo del Mise
Delusi i sindacati che si aspettavano qualcosa in più soprattutto dalla Regione.
ACERRA – Vertenza La Doria, fumata nera al tavolo del Mise: l’azienda ha confermato che chiuderà i battenti il prossimo 30 settembre. È quanto emerso dal vertice convocato ieri mattina a Roma dal ministro e vicepremier Luigi Di Maio (nell’occasione assente) per salvaguardare il sito produttivo di Acerra dopo la decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di via dei Normanni e trasferire i dipendenti nelle fabbriche del Salernitano ed a Parma. Per il ministero presente Giorgio Sorial (uomo di fiducia di Di Maio), mentre per la Regione Campania l’assessore Antonio Marchiello. Non convocato il comune di Acerra che nonostante il disappunto per la mancata partecipazione attraverso il sindaco Lettieri ha sostenuto che l’ente “continuerà a rendersi disponibile ad assumere ogni utile iniziativa al fianco delle maestranze dell’azienda e dell’indotto, così come deliberato dallo stesso Consiglio comunale, per scongiurare la chiusura del sito di Acerra che comprometterebbe ulteriormente i già precari livelli occupazionali del territorio”.
Delusi i sindacati che si aspettavano qualcosa in più soprattutto dalla Regione. Amareggiato per il comportamento dell’azienda lo stesso Sorial, che ha sottolineato di voler riferire tutto in maniera dettagliata al vicepremier Di Maio. Dalla Doria, dunque, nessun ripensamento sulla possibilità di continuare a produrre sughi già pronti nello stabilimento di Acerra.
L’azienda salernitana, tuttavia, non esclude di voler continuare a trattare per il futuro del sito industriale, di cui mantiene la proprietà. Dai sindacati, su questo punto, era arrivata anche la proposta di un eventuale cessione dello stabilimento in base alle opportunità che Regione e Comune di Acerra possono offrire e che avevano già ribadito ai vertici societari.










