Politica e Istituzioni

Imprenditori condannati per disastro ambientale, Lettieri: “Acerra deve essere risarcita”

Dall’esecutivo di governo pressing sul ministero dell’Ambiente che non ha attuato al momento nessuna concreta forma di risarcimento.

ACERRA – Imprenditori condannati per disastro ambientale, il Comune scrive al Ministero: Acerra deve essere risarcita. E’ quanto ha deciso la giunta guidata dal sindaco Raffaele Lettieri che con apposita deliberazione ha dato mandato al consiglio comunale di invitare il Ministero dell’Ambiente a porre in essere, con urgenza, ogni utile azione idonee a garantire l’effettivo risarcimento del danno ambientale conseguente al disastro ambientale accertato con sentenza di Cassazione. L’esecutivo, inoltre, chiede che nel caso di ulteriore inerzia si pongano in essere tutte le iniziative di legge idonee a garantire l’effettivo risarcimento del danno ambientale. Tale provvedimento verrà inviato al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente ed a tutti i parlamentare eletti nel collegio di Acerra.

La questione verte intorno alla sentenza che ha condannato in via definitiva i fratelli Cuono, Salvatore e Giovanni Pellini per disastro ambientale, con la Suprema Corte che ha definito uno dei più importanti processi penali per delitti ambientali della storia giudiziaria accertando fatti avvenuti anche sul territorio acerrano. “L’amministrazione comunale – sottolinea Lettieri – non ha competenza e non ritiene di poter entrare nelle questioni giuridiche concernenti il rapporto punitivo tra lo Stato e i condannati, nondimeno, a nome di tutta la città ribadisce il più vivo ringraziamento per la defaticante azione condotta dalla magistratura, alla quale si deve l’immenso risultato di aver interrotto e represso condotte illecite gravissime ai danni dell’ambiente nonostante gli scarsi mezzi dell’ordinamento vigente prima della normativa vigente. Tuttavia il Comune di Acerra quale ente esponenziale della popolazione e del territorio, ritiene di dover prendere posizione in ordine alle problematiche concernenti il danno ambientale conseguente ai delitti accertati, in particolare evidenziando che al Comune non è stato consentito di esercitare l’azione civile nel processo penale, per legge riservata esclusivamente allo Stato”.

Pur avendo esercitato tale costituzione il Ministero dell’Ambiente non ha attuato al momento nessuna concreta forma di risarcimento: il sindaco, in proposito, ha più volte sollecitato il Ministero a porre in essere ogni azione necessaria a rendere effettivo il risarcimento del danno ambientale, anche utilizzando le ingenti risorse economiche sequestrate ai condannati dalla magistratura penale.

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