Una ditta specializzata incaricata del monitoraggio dell’aria interna ed esterna alla palestra del Primo Circolo dove sono stati rinvenute parti presumibilmente di amianto.
ACERRA – “Resteremo qui fin quando questo posto non sarà messo in sicurezza”. Non sono intenzionati a lasciare il cantiere del Primo Circolo i disoccupati in protesta da due giorni a via Campanella, con la questione occupazionale che ha affiancato quella ambientale dopo il ritrovamento di alcuni pezzi presumibilmente di amianto nella palestra della scuola. Ieri il Comune ha inviato la ditta incaricata di effettuare i rilievi per il monitoraggio – interno ed esterno – dell’aria, che ha innanzitutto ‘telonato’ l’area per iniziare una prima ‘chiusura’ degli spazi. Il tutto verrà inviato all’Asl che effettuerà le analisi per accertare una possibile contaminazione. Successivamente darà mandato sulle modalità d’intervento per la messa in sicurezza dell’area.
Dai disoccupati, che avevano iniziato la protesta perché preoccupati dal possibile sgombero della loro sede, l’ex Casa del Fascio acquisita di recente a patrimonio comunale, c’è forte preoccupazione anche sul prosieguo dei lavori, dove sono ancora chiaramente visibili alcune parti che potrebbero essere amianto. Certo, qualora fosse verificato, questo è un materiale che intatto – e non toccato – non porta problemi: il timore, però, è legato a quei pezzi ritrovati in palestra. Su questo fatto sarà importante la relazione finale dei vigili urbani per stabilire anche le eventuali responsabilità su come quei resti siano finiti lì.
Giovedì sera, intanto, dopo i video diffusi sul web dai manifestanti la polizia municipale ha vietato l’accesso all’area “per presenza di materiale pericoloso per inalazione e contatto”. Tutto ciò ha scatenato la mobilitazione degli alunni dell’istituto d’arte ‘Bruno Munari’, il cui edificio di via Campanella è confinante con quello del Primo Circolo, preoccupati dai possibili danni per la propria salute. Ieri mattina gli studenti si sono recati anche in Municipio dove sono stati ricevuti dal sindaco Raffaele Lettieri. “Eravamo venuti qui per stare una sola giornata – sottolineano i senza lavoro – invece rimaniamo in presidio qui fin quando non ci sarà la sicurezza per tutti gli edifici della zona. Vogliamo che le eventuali parti di amianto ancora presenti vengano eliminate e smaltite a garanzia della salute dei nostri figli che un domani frequenteranno la scuola e di quelli dell’istituto d’arte che tutti i giorni vanno a lezione di fianco a una potenziale bomba ecologica”.
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