Politica e Istituzioni

Casapound, gazebo informativo a piazza San Pietro

Domani mattina il movimento incontrerà cittadini e commercianti per raccogliere le loro istanze insieme al candidato all’uninominale Gabriele Esposito.

ACERRA – Un banchetto per raccogliere le istanze dei cittadini ed in particolare dei commercianti del posto. E’ l’iniziativa prevista per domani mattina in piazza San Pietro ad Acerra ed organizzata da CasaPound, il movimento che vede ad Acerra Gabriele Esposito, candidato all’uninominale. Esposito, che lavora nel settore security, è il portavoce politico di Casapound e come militante opera nel sociale nei quartieri più a rischio di Napoli come Ponticelli e Forcella, lì dove è vissuto per tantissimi anni prima di trasferirsi ad Acerra.

“Lì ho affrontato il reintegro sociale di classi disagiate come gli ex detenuti ed i disoccupati – sottolinea Esposito – abito ad Acerra da quasi tre anni e sono impegnato sul territorio dove sono il referente di zona. In questo periodo con Casapound abbiamo attuato diverse azioni a sostegno delle famiglie bisognose con la consegna pacchi alimentari e di giocattoli per i bambini nei periodi delle feste”. Esposito si è impegnato nella raccolta firme per il progetto urbanistico delle strisce blu, un’iniziativa ben strutturata, che prevede meno spese per i cittadini  ed un impatto migliore dal punto di vista ambientale.

“In Parlamento affronteremo altre problematiche che riguardano Acerra, come i Regi lagni che devono essere bonificati per evitare allagamenti in tutta la città. Inoltre serve un  progetto che ripristini un campo sportivo per Acerra. Mi sono distinto in varie circostanze per aver dimostrato l’inadempienza delle istituzioni carcerarie a favore del reintegro sociolavorativo  per la rieducazione dei detenuti e degli ex detenuti una volta fuori. Le denunce fatte sono state un cavallo di battaglia, come l’esubero nelle carceri ed il loro stato si vivibilità, in particolare modo Poggioreale. Cosi è nato il progetto ‘esco dentro’, il quale con buone ambizioni di essere ampliato inseriva a forza e per meriti 400 unità nel mondo sociolavorativo grazie all’appoggio della provincia e del Comune. Tale progetto potrebbe essere ripristinato. L’intento di andare a estirpare all’origine ciò che è il malcontento e l’antistato che possono provenire da strutture poco consone come le carceri, oltretutto mal gestite, e la presenza delle istituzioni proprio in questi contesti potrebbe giovare a tutta la società civile inserendo classi meno abbienti in realtà a loro spesso sconosciute”.

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