Cronaca e Attualità

‘Picchetto’ davanti ai cancelli dell’azienda, protestano gli ex operai Montefibre

I manifestanti hanno lasciato la zona solo dopo aver ricevuto rassicurazioni per un incontro con la Regione.

ACERRA – Hanno sfidato freddo, vento e pioggia per ribadire l’urgenza di un incontro con la Regione per sbloccare gli ammortizzatori sociali in favore dei lavoratori senza reddito da due mesi. Circa un centinaio di ex operai della Montefibre ha protestato questa mattina davanti l’area industriale di Acerra, lì dove una volta sorgeva il colosso della chimica italiana, per chiedere alle istituzioni un sostegno per chi sta vivendo una situazione economico-familiare disperata. Insieme a loro anche i delegati sindacali di Cgil, Cisl e Uil.

Dalle prime ore dell’alba i manifestanti hanno effettuato un ‘picchetto’ davanti l’azienda bloccando alcuni camion destinati alle forniture delle poche attività attualmente ancora operanti. Impedito l’accesso ai dipendenti della centrale elettrica Friel e a quelli impiegati in una fabbrica di componenti automobilistici. L’iniziativa di oggi segue il sit-in di lunedì mattina all’esterno degli uffici della Regione Campania al centro direzionale, quando le tute blu avevano ricevuto un secco no all’incontro con gli assessori al ramo. Poco prima delle 14, però, grazie anche alla fondamentale intermediazione degli uomini del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Galante ed ai responsabili della Digos di Napoli, è arrivato il via libera al vertice con Sonia Palmeri, titolare dell’assessorato al Lavoro a Santa Lucia, che verrà organizzato per l’inizio della settimana prossima. In occasione della protesta di ieri sono stati scoperti anche dei grossi cumuli di rifiuti depositati in maniera illecita davanti l’area industriale e fatti rimuovere grazie al tempestivo sollecito di polizia e Comune di Acerra.

La nuova manifestazione di dissenso è nata per chiedere lo sblocco degli ammortizzatori sociali per circa 150 operai, la cui mobilità è scaduta lo scorso dicembre, con lo ‘spettro’ del reddito zero che diventerà realtà per altre cento persone tra pochi mesi. Dallo scorso 4 ottobre la Montefibre è entrata a far parte delle Aree di Crisi Complessa, risultato fondamentale per continuare a sperare in un futuro sbocco occupazionale, ma da allora non si è mosso più nulla. Gli operai, infatti, sono in attesa di un decreto che sblocchi gli ammortizzatori sociali per un periodo di sei mesi più altri sei mesi che darebbe respiro a coloro i quali al momento sono senza reddito. Tra gli auspici dei manifestanti anche quello di smuovere situazioni imprenditoriali per il territorio per un polo industriale che attende da anni di conoscere il suo destino.

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