Oggi incontro in Regione. E’ terminata nel primo pomeriggio di ieri la protesta di Giovanni D’Errico, da tre giorni arrampicato sull’impalcatura di piazzale Renella.
ACERRA – E’ terminata nel primo pomeriggio di ieri la protesta di Giovanni D’Errico, l’ex dipendente del Consorzio Unico di Bacino da tre giorni arrampicato sulla gru del cantiere di piazzale Renella, lì dove sono in carso i lavori di ristrutturazione del Primo Circolo Didattico. Qualche ore prima di scendere dall’impalcatura l’uomo aveva esternato tutta la sua disperazione spiegando di volersi lanciare nel vuoto.
Un gesto per fortuna rimasto soltanto una ‘minaccia’. Importante per lo stop alla sua protesta il via libera all’incontro tra i Cub e la Regione previsto per oggi. D’Errico non è nuovo a simili gesti: già in passato era salito sulla gru del cantiere di piazza Castello prima e piazzale Renella poi per manifestare tutta la sua disperazione per la mancanza di un salario da sette anni a questa parte, da quando la Regione stabilì di volersi disfare dell’ente.
La protesta proprio ieri aveva provocato anche la reazione del comitato dei genitori del Primo Circolo, preoccupati che il prolungarsi di questo tipo di azioni possa portare ad un allungamento dei tempi di riapertura del plesso, oltre a possibili danneggiamenti. “Non si può giudicare una persona che vuole legittimamente esternare le proprie precarie condizioni lavorative in cui si trova, ma francamente non riusciamo a condividere, da cittadini e da genitori, il modo in cui lo si dimostra, arrampicandosi su una gru per bloccare un cantiere – scrivono le mamme ed i papà degli alunni ‘senza scuola’ da sette anni – non lo riteniamo utile, anzi in questo caso, si reca solo un ulteriore disagio. Si stanno compromettendo dei lavori che sono stati attesi da troppo tempo. Si tratta di una scuola, non di una struttura di poco conto. Ricordiamo che i nostri figli stanno vivendo ancora un necessario nomadismo, costretti, a spostarsi su tutto il territorio cittadino, compreso la nostra vicina frazione, nei plessi e nelle strutture che li possono ospitare. Ribadiamo, giusto per notizia, che una buona parte di loro, fino allo scorso anno scolastico, ha studiato nei locali Icesnei, in garage adattati a classi. Questa persona avrà sicuramente le sue ragioni, ma questo comportamento non lo riteniamo efficace e produttivo: è una guerra tra poveri che alla fine porterà solo ulteriori danni”.
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