Lo studente di Acerra che ha ferito l’insegnante di lettere in classe finisce a Nisida. E per lui scatta anche la bocciatura a scuola.
ACERRA – “Ho sbagliato, riconosco di aver commesso una cosa gravissima. Voglio incontrare la professoressa Di Blasio per parlarle e chiederle scusa di persona”. E’ con le lacrime agli occhi che lo studente 17enne di Acerra ha risposto alle domande del gip del tribunale dei minori di Napoli Avallone nel corso dell’udienza di convalida del fermo per lesioni gravi e porto e detenzione abusiva di arma. Il magistrato ha disposto la custodia presso l’istituto penitenziario minorile di Nisida. La misura più dura in attesa che il ragazzo maturi nel tempo la consapevolezza del gesto compiuto e arrivi ad un deciso pentimento.
Entro fine mese, tuttavia, potrebbe arrivare la decisione di una misura meno pesante a conclusione di un primo percorso che vedrà il ragazzo costantemente monitorato dagli psicologi e dagli assistenti sociali il cui parere risulterà importante ai fini di una eventuale scarcerazione. “La difesa manifesta piena solidarietà alla professoressa Di Blasio, a tutto il corpo docente ed agli alunni dell’istituto ‘Majorana-Bachelet’ per i fatti avvenuti” le parole della famiglia dello studente affidate al legale di fiducia, l’avvocato Angelo Pignatelli. Nel corso dell’interrogatorio, dunque, il 17enne ha riconosciuto le sue colpe esprimendo il desiderio di incontrare l’insegnante. Ha ammesso i fatti, tra momenti di forte commozione, tensione ed emozione. Il minore ha chiarito anche la dinamica della vicenda, spiegando di essere stato colto da un raptus improvviso, ma di non voler assolutamente fare così male alla prof.
Durante la lezione di italiano di giovedì scorso, dunque, lui, che stava attraversando un periodo difficile per le critiche condizioni di salute della nonna, alla quale è molto legato, stava per ricevere una nota dall’insegnante. A quel punto lo scatto d’ira e il colpo al volto della donna, tra gli sguardi atterriti dei compagni di classe: una ferita di 15 centimetri tra l’orecchio e la bocca. Confermata la circostanza della consegna del coltello al vicepreside mentre ha negato di aver minacciato altri docenti. Il fatto di aver lasciato l’istituto, invece, è stato motivato con il non voler destare ulteriore preoccupazione tra gli amici di scuola. Lo studente di Acerra aveva già manifestato il suo dispiacere ed il suo pentimento nel momento in cui era stato prelevato dai carabinieri dall’esterno del plesso di Santa Maria a Vico per essere portato in caserma. Lo aveva confidato al fratello, col quale aveva avuto la possibilità di scambiare poche parole, chiedendogli innanzitutto delle condizioni della prof. Ora avrà modo di pensare a quanto avvenuto e dimostrare a chi di dovere di essersi lasciato realmente alle spalle tanta violenza per ritornare ad essere semplicemente uno studente 17enne di buona famiglia.
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