Parla il fratello maggiore dello studente 17enne di Acerra che l’altro giorno ha aggredito l’insegnante di lettere in classe.
ACERRA – “Mio fratello è profondamente pentito e dispiaciuto per quanto accaduto. Sa la prima cosa che mi ha detto quando l’ho visto ? Ha voluto sapere come stava la professoressa. ‘Non volevo farlo’, mi ha detto, volevo solo graffiarla”. A parlare è il primogenito della nota famiglia di commercianti di Acerra, impegnato anche in politica, l’unico che pur soltanto per un minuto è riuscito a parlare col minore che giovedì mattina ha aggredito la sua prof di italiano in classe, oltre ai carabinieri ed al pm. “Ho scritto una lettera all’insegnante, le ho manifestato il mio dispiacere e presentandole le mie scuse – in attesa di fargliele di persona – sono pronto insieme a lei a realizzare iniziative nelle scuole contro la violenza”.
Un raptus, dunque, del più piccolo di tre fratelli di una famiglia molto conosciuta in città, persone perbene, che mai hanno avuto a che fare con la giustizia. Nessun precedente penale, né situazioni difficili nemmeno per il fratellino di 17 anni. “Un ragazzo da 8 in condotta – precisa – che mai prima d’ora aveva avuto problemi del genere a scuola”. Il retroscena, tuttavia, per un evidente stato di agitazione dello studente, c’è: “Lui è cresciuto con la nonna – rivela il fratello – che purtroppo dal 4 gennaio scorso è intubata in sala rianimazione. I medici non ci hanno dato speranze. Mercoledì siamo stati tutto il pomeriggio in ospedale”. “Io e la mia famiglia chiediamo scusa a tutti, in primis all’insegnante, ma ora dobbiamo tutelare mio fratello dalla gogna mediatica che lo sta travolgendo”. Scuse estese al resto del corpo docente dell’istituto ‘Majorana-Bachelet’ di Santa Maria a Vico, al preside ed ai compagni di classe che hanno assistito terrorizzati all’aggressione. “E’ stato un gesto bruttissimo, ma di totale occasionalità e pertanto inaspettato. Mia madre mai pensava che potesse accadere una cosa simile”. Il fratello maggiore ha anche incontrato i dirigenti scolastici e successivamente si è recato in ospedale dove ha incontrato i familiari della vittima: lui ha pure scritto alcune belle parole alla prof e insieme a lei spera di poter cambiare il corso degli eventi mettendo in piedi alcune iniziative contro la violenza, “magari insieme al ministro Fedeli”.
“Mi sono preoccupato delle condizioni della prof – continua – le chiedo perdono a nome di tutta la mia famiglia. E chiedo perdono anche a mio fratello, perché evidentemente non ho compreso bene il disagio che stava vivendo. Non voglio giustificarlo, ma spero che non diventi il capro espiatorio di un momento storico particolare, quello delle baby gang, al quale lui è totalmente estraneo”. Chiede rispetto, dunque, essendo preoccupato per come i media ed i social stanno rispondendo all’evento di cronaca che lo vede suo malgrado coinvolto: “Ho letto tante cattiverie. Poi una cosa la chiedo io a lei: ma i giornali che hanno pubblicato nome e foto possono farlo ?”. Ma questa è un’altra storia, forse ancora più triste del fatto in sé.
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