La coppia destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sul cantiere della ditta sarebbero stati anche esplosi colpi di pistola.
ACERRA – Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, coppia arrestata. E’ quanto risulta dopo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli: in carcere finiscono Alfonso Piscitelli, di 51 anni (nella foto) e Vincenzo Topo, 41enne, entrambi di Acerra. Il primo si è costituito in Questura, il complice è stato bloccato nella sua abitazione dalla polizia.
I fatti contestati riguardano una richiesta di ‘pizzo’ avvenuta di recente contro un’azienda napoletana impegnata ad Acerra in alcuni lavori. “Vi dovete mettere a posto” le parole riferite ad alcuni operai e tecnici della ditta finita nel mirino. Diverse le ‘visite’ effettuate al cantiere di località Gaudello, aperto già da qualche tempo: nell’ultima sarebbero stati esplosi sette colpi di arma da fuoco. Gli episodi risalgono a inizio dicembre, per un nuovo atto intimidatorio contro un’attività commerciale del posto. Nella periferia di Acerra la ditta era impegnata nei lavori di costruzione della condotta idrica per un appalto dall’importo di quasi due milioni di euro: le prime volte le minacce erano state ben chiare ai dipendenti, con la coppia che pretendeva di fermare le opere fino a quando il titolare non avesse ‘regolarizzato’ la sua posizione rivolgendosi ‘ai compagni di Acerra’. L’ultimo ‘sopralluogo’ però, era stato quello che aveva destato maggiore preoccupazione: pistola in pugno e grilletto premuto più volte, con l’intimazione agli operai di lasciare il cantiere.
La coppia è accusata anche di porto e detenzione illegale di arma da fuoco e di spari in luogo pubblico. Il 51enne fu coinvolto nel 2014 in un’operazione – consistita in tre diverse ordinanze a cavallo tra gennaio e settembre – contro la mala acerrana: in quei fascicoli vennero ricostruiti gli episodi di una nuova – ed unica -organizzazione malavitosa radicata sul territorio che aveva preso di mira in particolare il settore edilizio. Una cosca camorristica che aveva avviato un’attività estorsiva contro alcune imprese edili impegnate in lavori ad Acerra. Per quegli episodi l’uomo ha rimediato una condanna a 8 anni in primo grado con l’abbreviato, scesi poi a 3 anni e 4 mesi in Appello, quando cadde anche l’aggravante mafiosa. La coppia è in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
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