Cronaca e Attualità

Omessa bonifica di una discarica, Pellini a processo

Uno dei fratelli imprenditori del settore rifiuti rinviato a giudizio insieme alla madre. Comune pare civile.

ACERRA – Omessa bonifica di una discarica, a processo Cuono Pellini. E’ quanto risulta dopo la decisione del tribunale di Nola che ha rinviato a giudizio l’imprenditore acerrano del settore rifiuti e e sua madre, titolare della società proprietaria di alcune particelle del fondo incriminato. Prima udienza prevista a metà gennaio, data in cui il Comune di costituirà pare civile nominando anche un legale in giudizio, l’avvocato Domenico Russo. La questione riguarda un appezzamento di località Lenza-Schiavone ad Acerra in cui la Municipale trovò alcuni rifiuti.

La Procura sequestro il terreno, con il Comune che ordinò agli stessi titolari di bonificare l’area. I Pellini e la società che fa capo all’anziana madre diedero disponibilità al risanamento previo dissequestro. La vicenda, però, è andata avanti fino a questa nuova grana giudiziaria, che arriva dopo la condanna definitiva a 7 anni a testa per disastro ambientale colposo in conseguenza della quale lo scorso maggio Cuono, Salvatore e Giovanni Pellini furono arrestati e trasferiti in carcere. Un anno difficile per il terzetto che a febbraio aveva portato la Finanza ad un ingente sequestro patrimoniale per un valore di circa 200 milioni di euro: un ‘tesoro’ che secondo le forze dell’ordine sarebbe scaturito dai profitti illeciti accumulati negli anni attraverso la continuata perpetrazione di gravi reati ambientali. Reati che la magistratura ha riconosciuto definitivi a maggio con una sentenza della Corte di Cassazione.

Proprio quell’inchiesta aveva portato la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, su proposta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – a sequestrare 250 fabbricati, 68 terreni, 50 autoveicoli ed automezzi industriali, 3 aeromobili e 49 rapporti bancari. In quella circostanza, tuttavia, era emersa come particolarmente anomala l’irrisoria quantità di capitali liquidi rintracciati sui conti correnti dei citati imprenditori: ecco che così, due mesi fa, era arrivato un altro sequestro da due milioni in titoli e contanti, praticamente la ‘cassa’ della famiglia, tutto intestato alle mogli dei tre imprenditori e depositati in una società fiduciaria di Milano. Il sospetto alla base di questa nuova indagine era che c’erano troppi pochi ‘liquidi’ per la cospicua quantità di beni finiti sotto sequestro a febbraio. Così l’attività è andata avanti, con il Gruppo Criminalità Organizzata delle fiamme gialle di Napoli che aveva sviluppato ulteriori mirati accertamenti di natura economico-patrimoniale, soprattutto attraverso l’esame e l’approfondimento della copiosa documentazione reperita presso alcune banche.

Admin-2014

Condividi
Pubblicato da
Admin-2014
Tags: primo piano

Ultimi articoli

Il ‘Castello nel cilindro’ e Acerra diventa magica !!!

Giovedì 19 Marzo al Castello va di scena il primo Festival della Magia. (altro…)

21 ore fa

Sequestrati 80mila litri di gasolio di contrabbando, 4 denunce

Oltre 80mila litri di gasolio per autotrazione ("Designer Fuel"), commercializzati illecitamente evadendo le imposte, sono…

22 ore fa

Giornata della dell’Unità Nazionale, l’amministrazione inaugura la ‘Parete della Costituzione’ alla scuola Caporale

ACERRA – “La Costituzione, l’inno di Mameli ed il Tricolore sono i simboli più cari…

1 giorno fa

Consiglio Comunale, la maggioranza smaschera le contraddizioni dell’opposizione

ACERRA – “Rottamazione delle cartelle, oggi in aula sono emerse tutte le contraddizioni dell’opposizione”. E’…

2 giorni fa

Acerrana, a fine stagione l’addio della famiglia Guastafierro

Si riporta di seguito comunicato stampa diffuso dall’Acerrana calcio con la dichiarazione della famiglia Guastiafierro:…

2 giorni fa

Pomigliano, movida violenta: due feriti, una ragazza accoltellata

Una rissa all'interno di un locale e poi il ferimento di un ragazzo di 19…

3 giorni fa