Cronaca e Attualità

I ladri disattivano l’allarme, ‘ripulita’ una villa

I malviventi entrati dalla finestra dell’abitazione monofamiliare di Acerra  riescono a portarsi via alcuni preziosi.

ACERRA – Furto in una villa, ladri via con i gioielli. E’ quanto avvenuto qualche giorno fa nel rione Ferrovia ad Acerra, quando ignoti si sono intrufolati in un’abitazione eludendo il sistema di sicurezza posto a protezione dello stabile. Al momento dell’irruzione dei malviventi i proprietari non erano in casa: sono stati avvisati solo il mattino seguente da alcuni vicini. Per entrare nella casa, ubicata in una zona residenziale a ridosso di via Fondola, i malviventi hanno estirpato la ‘scatola’ dell’allarme coprendola successivamente con della schiuma. Così hanno potuto agire indisturbati ‘guadagnandosi’ l’accesso dalla finestra: alcune sbarre, infatti, sono state divelte.

Abbastanza consistente il bottino: portati via alcuni oggetti in oro. Sono stati i vicini di casa l’indomani ad insospettirsi nel vedere la finestra aperta: quell’anomalia ha fatto avvertire i proprietari che una volta rientrati sul posto non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto furto. L’episodio è stato denunciato. Eppure rispetto all’anno scorso, il 2017 aveva fatto registrare finora un calo di questo genere di reati che nell’estate 2016 aveva avuto il picco di criticità: in quelle circostanze numerose erano state le visite ‘indesiderate’ dei topi d’appartamento che avevano provocato una vera e propria ‘psicosi ladri’ tra la popolazione.

E’ solo dell’altro ieri, poi, la notizia che proprio ad Acerra per anni ha insistito ‘la regia’ di una banda di persone specializzata proprio in questa tipologia di colpi. Una modalità d’azione tecnologicamente avanzata che ha consentito nel tempo di portare a termine parecchi raid non solo nelle abitazioni ma pure in gioiellerie e parcheggi: per consumare i furti la gang aveva raggiunto un’elevata preparazione tecnica nella creazione di chiavi complesse, riprodotte grazie ad un software informatico che funzionava sulla base di una semplice fotografia delle chiavi. Dopo un’accurata scelta dell’obiettivo venivano effettuati sopralluoghi per studiare orari e abitudini delle vittime prescelte. Il gruppo utilizzava la tecnica della duplicazione illegale di chiavi mediante l’utilizzo di fotografie senza nessuno scasso: la riproduzione veniva affidata ad un esperto fabbro di Acerra, supportata dalla moglie.

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