Cronaca e Attualità

Omicidi della faida acerrana, annullati due ergastoli

Altri due imputati condannati in Appello a 30 anni: in primo grado avevano rimediato il carcere a vita.

ACERRA – Omicidi della faida acerrana, ribaltata la sentenza di primo grado: in due assolti, sconto di pena per gli altri. E’ quanto ha stabilito ieri mattina la II Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli (presidente Elvi Capecelatro) nei confronti degli imputati per quattro delitti avvenuti nel 2002. Al termine del dibattimento Domenico Tortora, di Acerra, Umberto Egizio, di Casalnuovo, Salvatore Alfuso, di Casalnuovo e Antonio De Luca, di Casalnuovo avevano rimediato l’ergastolo. Per Alfuso e De Luca, però (che rispondevano dell’omicidio D’Alessandro) sono state accolte le richieste dei rispettivi legali difensori, gli avvocati Giuseppe Perfetto e Antonio Abet: pronunciata, pertanto, sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. Erano stati accusati da un pentito e già si erano dichiarati innocenti.

Egizio e Tortora invece (accusati il primo degli agguati D’Alessandro e De Luca, il secondo solo di quello di D’Alessandro) prendono 30 anni a testa: nel corso dell’Appello avevano ammesso i fatti contestati. Sono difesi dagli avvocati Claudio Davino e Giovanni Bianco. Sconto di pena anche per i collaboratori di giustizia Roberto Vicale, di Afragola e Antonio Di Buono, di Acerra: prendono rispettivamente 14 anni e mezzo e 12 anni. Erano stati coinvolti negli omicidi Panico ed Esposito. Il Procuratore Generale si era espresso per la conferma delle condanne in abbreviato.

Colpo di scena, dunque, in merito agli omicidi risalenti a quindici anni fa: si tratta dei delitti di Carmine Esposito, o’ battlamier, uomo di riferimento del clan De Sena, avvenuto in via Volturno ad Acerra il 24 aprile; Domenico De Luca – ‘Mimilluccio – persona di fiducia dei Tortora il cui cadavere fu portato nelle campagne al confine con Afragola; Gennaro Panico, detto o’mpizzat, che avvenne a piazza San Pietro ad Acerra il 17 agosto come risposta all’omicidio De Luca e Giuseppe D’Alessandro, detto Peppe o’ feroce, che a sua volta fu ammazzato a Casalnuovo il 9 ottobre ed il cui cadavere venne chiuso nel bagagliaio di una macchina successivamente data alle fiamme in un terreno a Sant’Anastasia. Per questi fatti una coppia di Acerra è già stata condannata in via definitiva: aveva scelto la strada dell’abbreviato insieme ad altre tre persone, tra cui il collaboratore di giustizia Mariano Lanza, principale accusatore degli imputati ieri assolti.

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