Cronaca e Attualità

Video hot, i ragazzi ammettono: situazione sfuggita di mano

Interrorgati i cinque indagati hanno spiegato di non sapere che l’invio delle immagini fosse reato. Il tutto partito per ‘una prova d’amore’.

ACERRA – Video hot, i ragazzi indagati ammettono: “La situazione c’è sfuggita di mano, non credevamo stessimo commettendo un reato”. E’ quanto hanno spiegato ieri mattina i cinque indagati per la diffusione di foto e video osè agli uomini della polizia giudiziaria della Procura dei Minori di Napoli su delega del pm titolare del fascicolo Fabrizia Pavani. I minori, quattro acerrani (di cui due femmine) ed un napoletano, assistiti dai rispettivi avvocati difensori, hanno anche fornito la propria versione dei fatti nel ricostruire la vicenda.

Le immagini incriminate riguardano una 14enne di Acerra che ad aprile si è scattata alcune foto ed ha girato un video inviato poi sul cellulare del fidanzatino. Una volta terminata la relazione, però, la nuova fidanzata del giovane avrebbe cominciato ad ingelosirsi dell’ex: di qui la trasmissione delle foto sia alla ragazza – per una sorta di ‘prova d’amore’ – che su un gruppo whattsapp con qualcun altro che a sua volta le avrebbe inviate ad un altro amico. Una ‘catena’ che i carabinieri della stazione di Acerra avevano provato a fermare onde evitare una deriva pubblica della questione che per fortuna sembra non essere finita sul web. I militari dell’Arma avevano già sentito gli indagati (accusati di divulgazione di materiale pedopornografico) e sequestrato i telefonini. Proprio dagli smartphone era emerso il quadro della situazione: quattro i video incriminati in totale quattro (tutti datati 2017), oltre ad una decina di fotografie rigorosamente hot.

Era stata la stessa 14enne a denunciare l’accaduto, rimasta shockata dopo aver visto circolare via chat le immagini che lei stessa aveva registrato. Era stato il suo ex fidanzato, dunque, a fare il là al giro del materiale ‘scandaloso’ per quella che è stata una prova d’amore nei confronti della nuova fidanzatina diventata gelosa. L’incoscienza e la leggerezza degli altri adolescenti, poi, che hanno sottovalutato la pericolosità della divulgazione delle immagini che sarebbero arrivate su centinaia di cellulari. Quella che doveva rimanere, probabilmente, una questione privata e forse ‘goliardica’ tra pochi, è diventata invece virale arrivando sui dispositivi di molti studenti delle scuole. “La situazione ci è sfuggita di mano” hanno ammesso i ragazzi nel corso dell’interrogatorio. Ora il pm dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure archiviare la questione: in questo caso i minori se la potrebbero cavare con un ‘ammonimento’ qualora il fatto venga valutato di lieve entità.

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