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Pd e Forza Italia, ILMASsimo del fallimento: ma ora #chistaràconPaola ?
Il clamoroso flop del Pd sancisce la fine dell’attuale gruppo dirigente del partito. Centrodestra da ricostruire: voci interne, qualcuno porta sfiga
ACERRA – La coalizione di Paola Montesarchio si lecca le ferite: il clamoroso insuccesso di Pd e Forza Italia sancisce innanzitutto l’inadeguatezza di chi si è adoperato dietro le quinte per sponsorizzare il candidato sindaco, tra personaggi che rappresentano il massimo del fallimento di questa elezione e consiglieri all’ennesima dolorosa sconfitta.
Il clamoroso flop del Pd, poi, determina il fallimento e la fine dell’attuale gruppo dirigente del partito in vista della stagione congressuale. Il candidato più votato dei Democratici X Acerra, Andrea Piatto, che ricopre importanti ruoli strategici in Regione Campania, sempre sponda Pd, raggiunge quasi da solo le intere preferenze ottenute dal Pd acerrano. E dire che in origine tre degli attuali consiglieri di opposizione (De Maria, Catapane e Soriano) in origine avrebbero dovuto candidarsi proprio con lo schieramento Lettieri. La Montesarchio, tuttavia, con la sua candidatura a sindaco ottiene quello che era il reale obiettivo: una prima esperienza istituzionale da consigliere dell’opposizione visto che da segretaria del partito era stata nominata e non eletta.
“Orgogliosa del lavoro che io e i miei candidati abbiamo svolto in questi mesi – ha dichiarato la leader della coalizione Ora si Cambia Paola Montesarchio – le nostre 7000 preferenze ci confermano che una parte per niente minoritaria della città ci ha seguiti con entusiasmo ed ha creduto nel nostro progetto di rinnovamento. Rispetto la decisione degli acerrani, rispetto la democrazia e la cittadinanza si è espressa. Sono purtroppo solo costretta ad esprimere rammarico per diversi episodi che si sono verificati durante il voto, episodi che hanno costretto più volte le forze dell’ordine ad intervenire ed a raccogliere le denunce di vari candidati. Ringrazio quanti mi hanno sostenuto augurandomi che il nostro contributo possa fungere da sprono per chi amministra”.
Anche il centrodestra esce a pezzi da questa elezione: voci interne parlano sempre più con insistenza che qualcuni gli porti sfiga.










