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Voto di scambio, il processo si chiude tra veleni e denunce
Cala il sipario su una vicenda sempre più politica che giudiziaria. La dichiarazione spontanea dell’imputato tira in ballo Crimaldi. L’avvocato Esposito: Ricchiuti mi ha minacciato.
ACERRA – Voto di scambio, l’istruttoria si chiude in un clima di polemiche e tensioni. E’ stata un’udienza molto ‘movimentata’ quella che ieri pomeriggio ha messo il punto sul dibattimento al processo che vede l’ex consigliere comunale Nicola Ricchiuti, imprenditore nel settore della vigilanza privata, imputato per aver assunto una persona in cambio della preferenza nell’urna alle elezioni comunali di Acerra del 2012. Nella sua deposizione Mario Calzolaio, coimputato, la cui posizione è stata stralciata causa richiesta di patteggiamento, ha confermato pur cadendo in contraddizione del mancato rinnovo del contratto dopo il voto. Ricchiuti ha spiegato, invece, attraverso dichiarazione spontanea, come l’assunzione non fosse stata confermata per la revoca del porto d’armi.
Nell’udienza è emerso anche che i contatti tra i due sono stati portati avanti dalla suocera del Calzolaio. L’ex consigliere ha nuovamente tirato in ballo Antonio Crimaldi, il candidato sindaco uscito perdente dal ballottaggio di cinque anni fa contro Raffaele Lettieri, accusandolo di aver chiesto i suoi voti. Giovanni Carlo Esposito, avvocato di Crimaldi, che in questo processo è parte civile, ha subito annunciato davanti a una folta pattuglia di giornalisti ed esponenti del Movimento Cinque Stelle, di voler procedere ad una denuncia per calunnia e diffamazione. “L’imputato Ricchiuti – sottolinea Esposito, designato vicesindaco della coalizione ‘Destra,Sinistra’ alle prossime elezioni – inopinatamente nel fare ritorno al suo posto, accanto al suo difensore, poggiava la sua mano sulla mia spalla dicendomi “non ti preoccupare”. Sentitomi minacciato ho chiesto al tribunale di mettere a verbale l’atteggiamento dell’imputato: per questo fatto presenterò denuncia per minaccia contro l’espressione utilizzata da Ricchiuti. Non mi lascerò intimorire dal suo atteggiamento”.
Questa querela segue quella presentata a dicembre scorso quando la polizia ritrovò fuori della abitazione dello stesso Esposito un cacciavite conficcato nel citofono. Si appresta a concludersi, dunque, un processo diventato di chiara matrice politica: lunedì prossimo è prevista l’udienza del pm Cristina Curatoli che presenterà le richieste della pubblica accusa unitamente ai difensori delle parti civili. La discussione del difensore dell’imputato, l’avvocato Antonino Taranto, ci sarà a inizio aprile, all’esito della quale è anche verrà emessa la sentenza del giudice Chiara Bardi.










