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Largo ai servizi automatizzati: la scommessa della formazione
Le piattaforme di formazione online assumeranno una posizione di assoluto rilievo nel mondo della rete.
La notizia è già di dominio pubblico da diverso tempo; ovvero, che sempre più la tecnologia sta andando a soppiantare il lavoro umano. Non ci vuole una scienza per capirlo, basta solo guardarsi un attimo intorno. A rendere più interessante questa ovvietà ci ha pensato una rubrica del Sole 24 Ore in tema di automatizzazione secondo cui, nei prossimi anni, si assisterà al definitivo passaggio di consegne: ovvero, il costo della produzione robotizzata scenderà al di sotto del costo della produzione umana. E già c’è chi parla di quarta rivoluzione industriale. Ebbene questo dato è strettamente legato al concetto di formazione perchè, sempre secondo questa ricerca, onde evitare ribaltoni in termini sociali sarà fondamentale un approccio sistematico basato su piattaforme di e-learinig, quindi formazione online.
Se il mondo si sposta sul web anche la formazione deve farlo; e questo è ovvio. Ma, ancor di più, un mondo interamente multimedializzato necessita di nuovi concetti come ad esempio quello della formazione in tempo reale, attivabile con un click; una maggiore personalizzazione del processo di apprendimento; una gestione aperta dei percorsi formativi, ovvero garantendo all’utente la possibilità di personalizzarla da solo. Un mondo disegnato in questo modo avrà maggiore necessitò di formazione, più di quanta non ce ne sia sta fino ad ora: ecco perché le piattaforme di formazione online potrebbero, qualora questa tendenza venisse confermata, assumere una posizione di assoluto rilievo nel mondo della rete. A questi soggetti viene dato quini un ruolo chiave per il futuro della società; e di conseguenza anche una serie di incombenze che dovranno essere in grado di gestire al meglio per non farsi trovare impreparati. E ciò vale tanto dal punto di vista tecnico, quindi con la necessità di creare piattaforme efficienti e funzionali; quanto dal punto di vista della capacità di comprendere e intercettare i bisogni effettivi della società e andare a promuovere di conseguenza corsi di formazione adatti.
Una responsabilità che viaggia su binari paralleli e che poggia sullo spostamento in rete, ormai acclarato e sperimentato, di tutte le principali dinamiche del vivere quotidiano. Una scommessa per i tanti soggetti implicato nell’e-learning, non solo le grandi università ma anche soggetti privati. Che dovranno guardarsi intorno e on farsi trovare impreparati. Soprattutto in alcuni paesi spesso presi a riferimento, come gli Stati Uniti, si stanno diffondendo nuovi modelli di formazione online basati su approcci inclusivi, finalizzati ad accogliere il maggior numero possibile di utenti. Corsi il cui accesso è, spesso e volentieri, gratuito a meno che non rilascino certificati o crediti formativi.
Nuove realtà che hanno compreso quanto il concetto di formazione debba essere inclusivo, rivolto a tutti e ‘open’: il futuro è ormai lì e anche in Italia è importante comprendere questa rivoluzione.










