Il ragazzo rimedia 4 anni e 2 mesi, una pena inferiore rispetto alla richiesta del pm che si era espresso per 8 anni di reclusione.
ACERRA – Spaccio all’ombra della Cattedrale, 19enne condannato. E’ quanto ha stabilito il giudice monocratico del tribunale di Nola Marco Carbone nei confronti di Carlo Brasile, di Acerra. Il giovane, al termine del processo tenutosi con il rito abbreviato, rimedia 4 anni e 2 mesi, una pena decisamente inferiore rispetto alla richiesta del pubblico ministero titolare del fascicolo che si era espresso per 8 anni di reclusione. Accolta, nello specifico, la tesi del suo legale difensore. Il ragazzo era libero già dopo l’udienza di convalida per direttissima, quando il magistrato aveva disposto il divieto di dimora nel comune di Acerra. Nel corso dell’interrogatorio si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Era stato arrestato la settimana scorsa al termine di un blitz messo a segno dai carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone. L’operazione dei militari era stata effettuata in una stradina del centro storico, nei pressi del Duomo ed aveva portato al rinvenimento ed al conseguente sequestro di 18 dosi di sostanze stupefacenti divise tra 6,5 grammi di cocaina e 0,6 di crack, oltre a 110 euro in contanti ritenuti provento d’illecita attività.
Nella stessa zona, il mese scorso, era stato scoperto un intero nucleo familiare dedito al confezionamento ed allo smercio al dettaglio di hashish. Quella del centro storico, dunque, nell’area compresa tra via Filomarino e via Duomo, sembra essere divenuta un nuovo punto di riferimento per la ‘clientela’ locale che ha a disposizione diversi ‘pusher’ ognuna ‘specializzata’ in una precisa tipologia di sostanza. Sul territorio, infatti, risultano attive numerose ‘cellule’ di spacciatori organici ai cartelli che controllano il business: ognuno con ruoli precisi per una domanda sempre più crescente che desta non poche preoccupazioni sia tra le forze dell’ordine che tra gli operatori sociali. La ‘guerra’ per la droga in atto fino a qualche tempo fa ad Acerra, fatta di intimidazioni, ‘stese’ e spari contro le abitazioni di esponenti di spicco della mala locale, sembra oramai alle spalle in virtù di un nuovo accordo, una sorta di pax camorristica, che definisce ruoli, competenze, luoghi e rifornimenti.
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