Picchetto ai cancelli e tensione coi rappresentanti sindacali. Dopo il vertice in Comune il sindaco Lettieri sollecita di nuovo l’intervento di Regione e Ministero.
ACERRA – Protestano gli ex lavoratori Montefibre: picchetto ai cancelli, camion bloccati. E’ quanto avvenuto per buona parte della giornata di ieri, quando un centinaio scarso di operai dell’ex polo chimico acerrano hanno organizzato una ‘colazione di non lavoro’ davanti all’ingresso dello stabilimento oramai quasi interamente dismesso. Come già annunciato, tuttavia, si registra un distacco tra le stesse tute blu ed i sindacati, con i quali c’è un attrito in merito ad alcune risposte ricevute e giudicate non esaustive.
Le quattro sigle, comunque, hanno partecipato solo in un secondo momento al sit-in coi rispettivi delegati ricevuti in Comune per un incontro con il sindaco Raffaele Lettieri. Il Comune di Acerra, che già a fine dicembre aveva inviato una lettera a Regione e Governo per chiedere un intervento urgente in merito alla questione, ha sollecitato nuovamente gli organi sovracomunali anche perché gli ammortizzatori sociali stanno per terminare. Nello specifico Lettieri ha chiesto un vertice in cui sedere intorno ad un tavolo tutte le parti coinvolte nella vertenza: Regione Campania, Comune di Acerra, sindacati, lavoratori, curatori fallimentari e soprattutto Ministero per lo Sviluppo Economico. Lo stesso sindaco ha ribadito pure di non trascurare le problematiche ambientali legate al sito ex Montefibre, perché contestualmente al trasferimento ed alla vendita dei macchinari si proceda alla bonifica dei suoli.
Dei quasi 500 dipendenti, oggi lavorano solo una settantina di unità presso le uniche ditte funzionanti tra Infra (38 operai che producono il fiocco della plastica riciclata) rilevata due anni fa dall’Adler (gruppo Scudieri) poi ceduta a Rossi Flor, la centrale elettrica Fri-El che impiega 23 tute blu ed un’altra decina scarsa per la Ngp Servizi. Il resto ? Quasi tutti licenziati – dopo oltre 11 anni di cassa integrazione – ed oggi in mobilità: a fine 2016 sono scaduti gli ammortizzatori sociali per i primi venti operai. Il che significa ‘zero soldi’ a fine mese. Stessa drammatica sorte prevista per altri 200 a fine 2017 ed altrettanti a fine 2018. “Nessuno di noi vuole vivere di assistenza statale – spiegano gli operai – noi vorremmo vivere di lavoro in maniera degna come abbiamo fatto negli anni che hanno preceduto la sospensione delle attività”. La maggiore preoccupazione è legata dal mancato reimpiego per via dell’età media di ognuno di loro, che si aggira intorno ai 50 anni. I manifestanti hanno lasciato l’area intorno alle tre, quando i delegati sindacali sono ritornati dall’incontro in Municipio. Fondamentale anche per la protesta di ieri il ruolo di mediazione della polizia di Acerra, coordinata dal vicequestore Antonio Cristiano.
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