Cronaca e Attualità

Negozi nel mirino dei rapinatori, due raid all’orario di chiusura

Ad Acerra due banditi depredano una polleria dell’incasso; un fruttivendolo, invece, reagisce e mette in fuga i malviventi.

ACERRA – Negozianti nel mirino dei rapinatori: un raid portato a termine, un altro, invece, fallisce per la reazione del titolare. E’ quanto successo sabato sera ad Acerra, quando due esercizi commerciali hanno ricevuto la visita indesiderata dei malviventi. Non si esclude che ad entrare in azione possa essere stata la stessa coppia di banditi. Entrambi i colpi, infatti, sono avvenuti intorno all’orario di chiusura, poco prima delle otto. Il primo è stato messo a segno in una polleria di via Sant’Anna: due giovani incappucciati, di cui uno armato di pistola, hanno fatto irruzione nel locale riuscendo a portare via solo poche decine di euro. Poi la fuga su uno scooter nero. Su questo episodio indagano gli agenti del locale commissariato di polizia, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano.

Pochi minuti dopo, un altro motorino scuro, con a bordo sempre due ragazzi col volto coperto, si è presentato davanti un negozio di frutta e verdura di via Stendardo. Il passeggero ha minacciato con una pistola il proprietario del negozio il quale però ha accennato ad una reazione provocando la fuga della coppia. Su questo fatto, invece, procedono i carabinieri della stazione di Acerra, coordinati dal comandante Vincenzo Vacchiano. La descrizione del veicolo e della corporatura dei protagonisti porta gli inquirenti a pensare che possa trattarsi della stessa batteria di rapinatori per entrambi i raid.

Per tutta la serata di sabato sono stati intensificati i controlli ed istituiti numerosi posti di blocco, ma dei delinquenti nessuna traccia. In un contesto economico già di sé depresso, gli episodi predatori di microcriminalità contribuiscono non poco a penalizzare ulteriormente il commercio locale. Il colpo tentato dal fruttivendolo è saltato in una circostanza simile a quella avvenuta di recente in un minimarket a via Lenin, rione Spiniello: lì titolare se ne era accorto bloccando le porte e chiudendosi dentro insieme ai dipendenti.

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