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Rapina ed estorsione, 30enne arrestata
Insieme alla sorella e ad un’altra ragazza devono scontare 2 anni e 8 mesi a testa per una vicenda maturata per motivi passionali.
ACERRA – Rapina ed estorsione, 30enne arrestata. E’ quanto risulta dopo un blitz effettuato l’altra sera dagli agenti del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Cristiano e coordinati dal sostituto commissario Alessandro Gallo, che hanno bloccato Elisabetta Tufano (nella foto), di Acerra. I poliziotti hanno eseguito un provvedimento emesso il 29 dicembre scorso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli con il quale l’autorità giudiziaria l’ha riconosciutala colpevole in concorso di rapina ed estorsione. Per questo è stata condannata definitivamente a 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre che al pagamento di una multa di 666 euro.
In realtà anche la Penitenziaria l’aveva cercata nei giorni scorsi per notificarle il provvedimento e trasferirla in carcere, ma per un paio di circostanze non l’aveva trovata. Così è scattata l’attività infoinvestigativa ad iniziativa consistita in un servizio di appostamento ed osservazione. La donna, infatti, è stata sorpresa nel pomeriggio di martedì nella casa dei genitori nel centro storico di Acerra, a pochi passi dalla Chiesa dell’Annunziata ed il Castello Baronale. I poliziotti sapevano che sarebbe passata da Acerra per salutare la madre ed il padre: era nella camera da letto che si stava cambiando.
I fatti risalgono a qualche anno fa, quando la donna aveva preteso soldi nell’ambito di una vicenda di tipo passionale. Dopo le formalità di rito è stata condotta nel carcere femminile di Pozzuoli. La stessa 30enne, a giugno scorso, era stata destinataria di un aggravamento della misura perché sorpresa in stato di evasione dai domiciliari. Incredulità, al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine, da parte della giovane che non poteva credere a quanto gli agenti le stessero notificando: in un paio di circostanze non era stata trovata, ma la Polstato acerrana si è subito messa alle sue calcagna predisponendo un servizio di pedinamento che ha avuto un esito positivo intorno alle 15,30 di martedì. L’appostamento della polizia è risultato vincente quando la macchina della persona attenzionata aveva ancora il motore caldo: segno evidente del suo arrivo nella casa paterna lì dove è stata sorpresa ed arrestata poco dopo.
Ieri, inoltre, per la stessa vicenda, sono state arrestate anche sua sorella Antonietta, di 32 anni e la 28enne Chiara Prota, entrambi residenti a Casoria. Erano irreperibili dallo scorso 28 dicembre: arrestate nel pomeriggio in un’abitazione della zona di via Stadera-Cittadella, tra Casoria e Napoli dagli agenti dell’Ufficio Giudiziaria della Penitenziaria di Poggioreale, diretti dal dirigente Gaetano Diglio e coordinati dal commissario Antonio Sgambati. Anche loro devono scontare un definitivo pena di 2 anni e 8 mesi a testa. Vanno a Pozzuoli.










