Cronaca e Attualità

Voto di scambio, ora è un processo sprint

Dopo quasi due anni di stasi, il dibattimento procederà spedito fino a marzo, quando è prevista la sentenza.

ACERRA – Voto di scambio, aperto il dibattimento. E’ con l’ascolto dei primi due testi del pubblico ministero, Cristina Curatoli, per l’occasione presente in aula, che ha preso ufficialmente il via il procedimento a carico dell’ex consigliere comunale Nicola Ricchiuti e di un altro acerrano, Domenico D’Anna. Stralciata la posizione di Mario Calzolaio, pure lui di Acerra, che ha presentato richiesta di patteggiamento.

Il tribunale di Nola (giudice Chiara Bardi) ha rigettato le eccezioni avanzate dall’avvocato di Ricchiuti, Antonino Taranto, tra cui quelle in merito sia alle costituzioni di parti civili che all’omessa notifica al difensore sulla richiesta di interrogatorio dell’imprenditore. Sono stati riconosciuti parte civile, dunque, tre ambientalisti acerrani, Alessandro Cannavacciuolo, Vincenzo Petrella ed Antonio Montesarchio (assistiti dall’avvocato Teresa Di Nuzzo) ed il consigliere comunale Antonio Crimaldi (rappresentato dall’avvocato Giovanni Carlo Esposito) perdente al ballottaggio quattro anni fa contro l’attuale sindaco di Acerra Raffaele Lettieri. Anche Cannavacciuolo si candidò salvo ritirarsi dalla corsa al Consiglio a pochi giorni dalle urne. Sentiti anche i primi due testi dell’accusa: le parti hanno prestato il consenso ad acquisire le dichiarazioni rese a sommaria informazione agli agenti del commissariato di polizia di Acerra che indagarono sulla vicenda.

I fatti ruotano intorno alle elezioni comunali del 2012, quando Nicola Ricchiuti venne eletto nella lista di maggioranza ‘Acerra è Tua’. Secondo la Procura, l’uomo avrebbe assunto la coppia di acerrani nella sua società di vigilanza in cambio del voto. Successivamente, però, sarebbe scattato il licenziamento che di fatto provocò la denuncia e l’indagine. Sventato anche il rischio prescrizione: il magistrato ha calendarizzato il processo con un ritmo serrato di un’udienza ogni due settimane e non si esclude che il tutto possa concludersi a marzo. Si torna in aula tra una settimana per affidare l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni.

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