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Dipendenti comunali a processo: dal controesame del teste di pg la difesa prova a far emergere come i controlli incrociati non abbiano di fatto accertato l’assenza del dipendente dal posto di lavoro.
ACERRA – Non accertata l’effettiva assenza del dipendente comunale dal posto di lavoro. E’ quanto hanno provato a far emergere ieri pomeriggio gli avvocati della difesa nel processo che vede imputati 61 dipendenti del Comune di Acerra accusati di false attestazioni e certificazioni in concorso. Nel controesame di uno dei testi di polizia giudiziaria – un ispettore del commissariato di Acerra – è effettivamente stata chiarita la tipologia di attività investigativa portata avanti dalla Polstato: controlli incrociati tra le immagini delle videoriprese ed i tabulati delle presenze.
Nessun riscontro oggettivo, tuttavia, sulla presunta presenza o assenza del singolo dipendente dal posto di lavoro. La conclusione del controesame del teste ci sarà il prossimo fine gennaio. Il dibattimento si sta tenendo davanti al giudice del tribunale di Nola Anna Imparato. Nell’udienza di luglio fu prestato il consenso all’utilizzo della documentazione. Anche ieri, dunque, i legali difensori si sono dimostrati ancora una volta agguerriti nel far valere le ragioni dei propri assistiti divenuti a torto, nel corso dei giorni seguenti il blitz, un simbolo dell’Italia che non funziona.
L’operazione in Municipio fu messa a segno a giugno del 2013 dagli uomini della Polizia di Stato di Acerra. Su quei fatti, successivamente, vennero diffusi anche dei video in cui si vedeva come alcuni dipendenti aspettassero fuori al Palazzo Bianco di viale della Democrazia i colleghi per farsi consegnare il tesserino e ‘passarlo’ nell’apposita macchinetta al suo posto. Per questi fatti Comune si è costituito parte civile due settimane prima dell’inizio delle udienze preliminari, con un’apposita delibera di giunta, ma occorrerà attendere la fine del procedimento penale per l’irrogazione dell’eventuale sanzione.










