Un nuovo piano regionale va a ridisegnare a fondo la rete oncologica campana, rendendola più specifica.
ACERRA – Un decreto arrivato direttamente dal commissario incaricato di amministrare e risanare la sanità campana; un provvedimento accolto con grande interesse, in quanto annunciato come un passo avanti nella lotta ai tumori. Si parla di Gom, gruppi oncologici multidisciplinari; una nuova rete oncologica contenuta nel decreto commissariale n.98 del 2016, interamente ridisegnata per aderire in modo più efficace alle esigenze dei pazienti. In che modo si può raggiungere questo obiettivo? Andando a prevedere percorsi specifici per ogni singola neoplasia, così da poter stilare un percorso diagnostico e terapeutico adatto. Da un punto di vista operativo si tratta di sviluppare una rete confederata dei centri per la gestione delle neoplasie. Chi vi farà parte offrirà al paziente un percorso assistenziale specifico secondo le proprie competenze, non dispersivo. Un approccio multidisciplinare, che in termine tecnico viene definito Comprensive cancer center network.
In sostanza tempi certi e giusti, non eccessivi, nel percorso terapeutico di chi si trova a dover fronteggiare una neoplasia. Un male purtroppo molto diffuso, soprattutto in alcune zone della Campania, che lasciano segnare un’incidenza ben più alta del resto di Italia. Si parla nello specifico della nota Terra dei Fuochi, con riferimento anche a realtà quali Acerra, Casalnuovo e Pomigliano. Comuni nei quali, purtroppo, si sono registrati in passato picchi di malati oncologici dovuti, probabilmente, alla presenza di rifiuti tossici interrati.
Casalnuovo, che rientra di poco nella zona della Terra dei Fuochi, è al centro dell’attenzione anche per la presenza di un impianto dove potrebbero essere stati bruciati, secondo alcune denunce, sostanza tossiche.
Al contrario di Acerra, ad esempio, inserita invece a pieno titolo nel famigerato triangolo della morte (con Nola e Marigliano) per l’alto tasso di mortalità dovuto a tumori.
In virtù di tutto questa la Campania si presta in modo particolare ad una rivoluzione in materia di approccio terapeutico ai tumori. In Italia si stanno cercando da tempo nuove strade per la cura delle neoplasie; sempre più, ad esempio, viene utilizzata la cannabis, visti i diversi studi scientifici che ne certificano l’utilità sui pazienti oncologici. Quello messo a punto dal decreto commissariale è uno stravolgimento in materia non tanto di cura, bensì di presa in carico del paziente: tempi certi e approcci mirati per evitare al paziente stesso di essere mandato da una parte all’altra; in questo modo si garantisce anche un servizio efficiente ai tanti utenti che oggi, in Campania, scelgono di emigrare altrove per ricevere cure più adeguate.
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