Pistola in auto, in quattro condannati

Pena più alta per un esponente dei Barbato di Afragola, che rimedia 2 anni e 8 mesi. Gli altri tre, di Acerra, rimediano 2 anni e 4 mesi.

ACERRA – Pistola in auto, quattro condanne. E’ quanto ha stabilito al termine del processo tenutosi con il rito abbreviato il collegio B della Prima Sezione Penale del tribunale di Nola (presidente Anna Imparato, giudici a latere Di Petti e Tirone) nei confronti di Ferdinando Sena, 32enne di Acerra (nella foto), Gianluca Schettino, 30enne di Acerra, Valerio Lampognana, 30enne di Acerra e Raffaele Barbato, 30enne di Afragola. Quest’ultimo –  fratello dei capi dell’omonimo clan del rione Salicelle – rimedia 2 anni e 8 mesi e 2mila euro di multa, gli altri tre 2 anni e 4 mesi a testa con 1200 euro di multa ciascuno.

Accolte, nello specifico, le tesi della difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Bianco, Ciro Bianco e Michele Sanseverino. Il pubblico ministero in udienza, infatti, aveva chiesto pene decisamente superiori: per Barbato invocati 3 anni e 9 mesi, per Sena 3 anni mentre per gli altri due 2 anni e 8 mesi a testa. Prima che il Collegio si ritirasse per la Camera di Consiglio i quattro avevano reso spontanee dichiarazioni ammettendo i fatti a loro contestati e fornendo le proprie scuse allo Stato Italiano per la vicenda. I fatti risalgono all’inizio di settembre, quando il gruppo venne fermato in auto con una pistola.

Il gip scarcerò il solo Lampognana, spedendolo ai domiciliari: gli altri sono tuttora in carcere ma la condanna inferiore ai tre anni consentirà già da oggi ai legali difensori di presentare istanza di scarcerazione al fine di ottenere una misura più lieve. Lampognana è il proprietario della Punto al cui interno fu rinvenuta la ‘Cz’ di fabbricazione ceca con matricola abrasa.

Il quartetto venne arrestato nei pressi della clinica Villa dei Fiori ad Acerra dopo un’operazione messa a segno dai carabinieri del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna, diretti dal Tenente Davide Sessa, insieme ai colleghi della locale stazione, agli ordini del comandante Vincenzo Vacchiano. La macchina era stata intercettata in via San Benedetto: dalla conseguente perquisizione veicolare, sotto al sedile del conducente, veniva rinvenuta una pistola semiautomatica calibro 9×21, con matricola abrasa e 13 cartucce. Sono stati ritenuti responsabili di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di arma comune di sparo, oltre che di ricettazione. La pistola fu sequestrata in attesa di accertamenti balistici da parte della sezione investigazioni scientifiche.

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