Catturato Vincenzo Di Buono, ras di Acerra: si nascondeva a Cardito

By on 10 novembre 2016

L’uomo preso dai carabinieri dopo dieci giorni di irreperibilità. La zona blindata anche dagli elicotteri.

ACERRA – Un bacio ad una parente tra la folla incredula che assiste al suo arresto. Dopo undici giorni da ‘primula rossa’ è stato catturato così il ras della mala acerrana Vincenzo Di Buono, detto o’marcianisiell, irreperibile dallo scorso 10 ottobre e preso ieri pomeriggio in una stradina del centro di Cardito, non molto distante dalla villa comunale. L’irruzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Michele D’Agosto, è avvenuta intorno alle quattro al civico 7 di via Michelangelo, con gli elicotteristi del Settimo Nucleo di Pontecagnano a controllare tutta la fase esecutiva dall’alto.

Il 52enne capo del cartello criminale di Acerra con roccaforte al corso Vittorio Emanuele, meglio conosciuto come rione ‘a for a porta, si nascondeva in quell’abitazione da quando la sua condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione era diventata esecutiva a seguito di pronuncia definitiva della Cassazione. Il 7 ottobre scorso, infatti, la Suprema Corte aveva confermato gli otto anni e mezzo rimediati in Appello: Di Buono ne deve scontare ancora quattro, con i suoi legali difensori, però, (avvocati Domenico Buonincontro e Rosa Montesarchio) che puntano ad un ulteriore sconto.

Pertanto, a far data dal lunedì successivo (il 10 ottobre) era divenuto destinatario di un ordine di carcerazione per espiare il residuo pena. Polizia e carabinieri avevano suonato più volte – di sera – alla porta della sua dimora acerrana, senza mai trovarlo in casa: per questo fatto è stato anche denunciato per violazione delle prescrizioni sulla sorveglianza speciale. Quando ieri pomeriggio i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno effettuato l’incursione nell’appartamento ubicato al terzo piano di quello stabile di Cardito, lo hanno trovato ben vestito con un maglioncino scuro e giuBbotto blu, occhiali da vista e capelli in ordine. Quando è uscito dal portone ha baciato una sua parente e poi è salito in una pattuglia dell’Arma, con un centinaio di persone ad assistere all’operazione richiamate dall’elicottero e dalle numerose macchine delle forze dell’ordine presenti.

“O zi’ ma che è stat” ha urlato qualcuno che evidentemente lo aveva riconosciuto. Vincenzo di Buono, però, ha fatto giusto in tempo a salutare quella donna e ad entrare nella ‘gazzella’ per essere condotto prima in caserma a Castello di Cisterna per le formalità di rito e successivamente nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Qui, a 24 ore di distanza, ritroverà suo figlio Antonio, arrestato martedì sera perché deve scontare 1 anno e 8 mesi per associazione pure lui per la sentenza passata in giudicato del processo nato a seguito del blitz ‘Risiko’.

Centro Servizi Acerra