Rapina ed estorsione, sconto di pena per un 21enne

La Corte di Apppello gli toglie un anno rispetto alla condanna di primo grado, accogliendo le richieste dei suoi legali difensori.

ACERRA – Rapina ed estorsione, sconto di pena per un 21enne. E’ quanto ha stabilito la Seconda Sezione Penale della Corte d’Appello di Napoli nei confronti di Luigi Tufano, di Acerra. Il giovane rimedia 4 anni e 10 mesi, oltre un anno in meno rispetto ai sei ‘presi’ in primo grado al termine dell’abbreviato. Accolte, nello specifico, le richieste dei suoi legali difensori, gli avvocati Giovanni e Ciro Bianco.

E’ stato ritenuto responsabile di rapina, estorsione continuata ed evasione. Venne arrestato l’anno scorso insieme ad un concittadino 23enne dai carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano per una rapina commessa contro un 55enne. Nel corso delle indagini, poi, emerse come la vittima fosse stata vessata per un lungo periodo con continue richieste di denaro. Secondo il fascicolo a carico del 21enne e del suo complice, infatti, sarebbero stati diversi gli episodi contestati per un ammontare totale 16mila euro depredati. Il fatto per il quale vennero arrestati risale al 26 ottobre del 2014 quando armati di coltello si sarebbero fatti consegnare 200 euro.

Qualche tempo dopo, i  militari dell’Arma eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli per rapina aggravata in concorso. Le indagini svolte dalla Benemerita, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, consentirono di identificare i due giovani come gli autori di quel raid. I due giovani non erano i soli a ‘taglieggiare’ quel 55enne: l’uomo, infatti, è la persona vessata nel tempo da un gruppo di ragazzi, di cui tre l’anno scorso avevano rimediato 4 anni e mezzo di pena a tesa, mentre un altro era stato condannato a fine 2014.

Il gip del tribunale di Nola, dunque, lo scorso gennaio aveva inflitto a Tufano una dura condanna a 6 anni, ora divenuta più ‘lieve’ in Appello. Con la riformulazione della sentenza disposta anche una multa di 4mila euro mentre viene revocata la pena accessoria dell’interdizione a vita dai pubblici uffici che cala a soli cinque anni. (REDAZIONE CRONACA)

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